La violenza dei Black bloc copre la vergogna dell’Expo

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di Giovanni Sorbello

Come ampiamente previsto, ieri a Milano nel corso della manifestazione organizzata dai comitati No Expo, oltre 300 black bloc, infiltrati all’interno del corteo, hanno devastato interi quartieri del capoluogo lombardo.

Il corteo era partito alle 15 da piazza XXIV Maggio, giunto in via Magenta sono iniziati gli scontri e i danneggiamenti da parte di gruppi incappucciati e regolarmente vestisti di nero che hanno cominciato a distruggere negozi, banche, bruciare auto e spaccare tutto ciò che trovavano sul loro cammino. Un copione ben noto a tutti, autorità di polizia comprese, eseguito alla perfezione dai “Black” senza particolari ostruzionismi da parte dei tutori dell’ordine.

La polizia si è limitata a compiere cariche di alleggerimento e sparare gas lacrimogeni. Un primo bollettino stilato dalle forze dell’ordine parla di appena sei fermi tra i “manifestanti” e 11 agenti feriti. Dei danni ingenti subiti dalla città di Milano ne conosceremo l’entità nei prossimi giorni.

Senza voler rivendicare mattanze vergognose come quelle viste a Genova per il G8, ci chiediamo come sia possibile non riuscire a bloccare 300 perfetti idioti, che senza nessun ostacolo riescono a mettere una città a ferro e fuoco nonostante migliaia di agenti schierati in assetto antisommossa. Conosciamo bene i mezzi e le capacità di intelligence delle nostre forze di sicurezza, e sinceramente risulta strano come in queste occasioni, proprio quando si crea una cassa di risonanza elevata, non si riescano a prevenire certe iniziative e bloccare questi gruppi.

Volendo fare un parallelismo – con le dovute differenze – con le manifestazioni di Istanbul, in cui decine di migliaia di persone hanno protestato contro le politiche criminali di Erdogan, le autorità turche hanno schierato 20 mila agenti e soppresso tutte le manifestazioni. In questo caso non ci sono state auto bruciate o danni alle proprietà private, ma solo uno scontro per rivendicare un sacrosanto diritto. Vogliamo evidenziare il fatto che quando si vuole evitare una manifestazione già presentata come violenta, uno Stato ha tutti i mezzi per farlo, se vuole. Questo è il punto.

Volendo spendere due parole per quei perfetti idioti vestisti di nero, crediamo che la rabbia andrebbe indirizzata verso un vero e reale nemico, non certo verso auto e negozi di cittadini che poco o nulla hanno a che fare con coloro che continuano a decidere le sorti di un Paese totalmente alla deriva. I danni causati ieri da questi signori in nero non sono stati un attacco ad Expo, ma sono riusciti a coprire e far dimenticare le vergogne, la corruzione e le tante ruberie che hanno contraddistinto la nascita e l’evoluzione del tanto discusso e criticato evento internazionale. Che tristezza.

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