La Cina invia sottomarini nucleari nel Pacifico

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di Salvo Ardizzone

La Cina è in procinto di inviare i suoi sottomarini nucleari armati di missili a testata nucleare in crociera nell’Oceano Pacifico, a riportarlo è il Guardian; con questo atto Pechino entra di fatto nel club più esclusivo dei Paesi in possesso della cosiddetta “triade” nucleare, le tre componenti di un arsenale atomico: terrestre, navale ed aereo. Al club, fin’ora appartengono Usa, Russia e, in maniera ufficiosa e inconfessata, Israele.

La “triade”, soprattutto la componente navale sottomarina, riduce la possibilità che un attacco preventivo distrugga del tutto la capacità di una risposta nucleare, garantendo un’efficace deterrenza al Paese che la possiede.

Al momento, la Cina schiera 4 sottomarini, con un quinto in arrivo; si tratta della classe Jin basata sul Type 094, battelli di 8/9mila tonnellate, armati da 12 missili balistici con oltre 7mila chilometri di gittata. La loro base, avvolta nel massimo segreto, si trova nell’isola di Hainan, nel Mar Cinese, da cui potrebbero già colpire l’Alaska; navigando in immersione nel Pacifico Centrale sarebbero in grado di tenere sotto tiro l’intero territorio degli Stati Uniti.

La missione dei battelli è stata motivata da Pechino come risposta allo sviluppo di un sistema missilistico iperveloce Usa ed al prossimo dispiegamento di difese anti-missile in Corea del Sud (il sistema è denominato Thaad); un dispiegamento ufficialmente rivolto (come sempre) al delirante regime nord-coreano, nei fatti proprio a contenere l’espansionismo della Cina nell’area.

Ma attenzione: malgrado Pechino lavori da oltre quarant’anni sui sottomarini come arma strategica, il Type 094 è ben lontano dall’aver annullato il suo gap tecnologico; di battelli nucleari si tratta, ma le loro ancora acerbe caratteristiche li farebbero identificare immediatamente dai sistemi di rilevamento evoluti.

Quei sottomarini sono più un gesto politico diretto agli Usa ed agli altri competitor nell’area per affermare la propria stazza di potenza globale, ed al contempo un programma voluto a tutti i costi dalla Marina cinese per questioni di prestigio derivanti dalla partecipazione alla composizione della “triade”. Ad oggi la Cina possiede 260 testate nucleari e fra 75 e 100 missili balistici intercontinentali (Icbm), con alcuni vettori dotati di testate multiple indipendenti (Mirv).

Il dispiegamento del Thaad in Corea, le crociere dei Type 094, la volontà di Pechino di istituire una nuova zona di identificazione per la difesa aerea (acronimo: Adiz) nel Mar Cinese Meridionale per affermarvi unilateralmente la propria sovranità, uniti alla crescente insofferenza degli altri Paesi rivieraschi dinanzi alle mire espansionistiche cinesi ed alla volontà Usa di contrastarle, sono ulteriori passi di una escalation di tensione che può sfociare in una crisi, magari non desiderata ma dalle conseguenze inimmaginabili.

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