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Kashmir, ancora civili uccisi sulla linea di confine

Salvo Ardizzone on 3 ottobre 2017 - 05:03 in Asia, Primo Piano

In Kashmir le truppe indiane e pakistane si sono affrontate per l’ennesima volta lungo il confine, causando morti fra i civili. La polizia indiana ha dichiarato che il fuoco pakistano ha ucciso un ragazzo e una ragazza, oltre a causare il ferimento di altri 5 civili; la polizia pakistana ha replicato denunciando la morte di un uomo di 70 anni e altri 5 feriti nel corso del medesimo incidente, ed ha aggiunto che nel fine settimana altri 2 civili e un soldato sono stati uccisi dalle truppe indiane.

Le popolazioni lungo i due lati del confine sono ostaggio della violenza fra gli Eserciti contrapposti, la cui intensità cresce a seconda delle tensioni fra i due Stati.

Il Kashmir è diviso fra India e Pakistan che lo reclamano entrambi per intero; le due potenze hanno combattuto tre guerre per il suo controllo dal 1947, anno della loro indipendenza dall’Inghilterra e della divisione dell’antica colonia.

New Delhi accusa Islamabad di armare e addestrare terroristi che invia oltre la frontiera per attaccare le truppe indiane e favorire il separatismo; il Pakistan, dal canto suo, respinge le accuse e contesta all’India crimini di guerra commessi in Kashmir e l’esportazione del terrorismo nel proprio territorio (bizzarra accusa lanciata da chi ne ha fatto sempre strumento di potere).

Il crescere della tensione lungo la frontiera indo-pakistana è con tutta probabilità correlata alla volontà di New Delhi di aumentare la sua influenza in Afghanistan, una bestemmia per le orecchie di Islamabad, aggravata dal fatto che ciò avviene con l’avallo Usa, dietro cui si scorge la volontà di Washington di mettere il Pakistan sotto pressione.

A prescindere da queste motivazioni strumentali, i kashmiri scontano una situazione insostenibile: in Kashmir la popolazione è nella gran parte musulmana e da sempre ha reclamato l’indipendenza o la fusione col Pakistan. L’India ha sistematicamente ignorato queste richieste, governando la regione con pugno di ferro grazie alla presenza di 500mila militari, che assoggettano il Paese a un regime di occupazione durissimo. Dal 1989, sono circa 70mila le persone uccise nel corso della repressione indiana delle proteste della popolazione kashmira.

di Salvo Ardizzone

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