Istat: 1,8 milioni di famiglie in stato di povertà assoluta

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I dati Istat sulla povertà del 2019 non lasciano intravedere niente di positivo sul versante della ristrettezza economica; quello che si può leggere dallo studio dell’Istat è che si ha un livello record stabile di povertà stando ai dati del 2018, che è l’anno preso in esame prima dell’avvio del reddito di cittadinanza, si stima che le famiglie in stato di povertà siano oltre 1,8 milioni, un dato che cresce lievemente rispetto a quello del 2017 quando le famiglie in stato di povertà erano 1,788 mila.

povertàIl numero complessivo emerso dall’indagine Istat è di cinque milioni di persone che vivono in condizione di povertà assoluta con tre milioni di famiglie indigenti: “Pur rimanendo ai livelli massimi dal 2005, si arresta dopo tre anni la crescita del numero e della quota di famiglie in povertà assoluta”, si legge nella nota dell’Istat ed è interessante apprendere come per l’ennesima volta la percentuale di poveri si concentri principalmente al sud, dove il 9,6% delle famiglie si trova in condizioni di totale indigenza e questo si scontra con le percentuali del Nord-Ovest (6,1%), del Nord-Est (5,3%) e delle Isole (10,8%).

Parlando di povertà relativa le famiglie che si trovano in questa condizione sono poco più di tre milioni per una percentuale dell’11,8%, con un totale di nove milioni di persone; rispetto al 2017 il fenomeno della povertà relativa incrementa nel Nord con una percentuale che aumenta dal 5,9% del 2017 al 6,6% del 2018 e paradossalmente si ha una tendenza inversa nel Mezzogiorno dove vi è una diminuzione dal 24,1% al 22,3% e stessa cosa accade nelle Isole con una percentuale che diminuisce dal 25,9% al 21,6%.

Altra pagina nefasta che emerge dai dati Istat è quella sui minori che si attestano alla cifra di 1.260mila; le famiglie con minori in povertà assoluta sono oltre 725mila e la maggiore criticità per le famiglie in tali condizioni emerge anche nell’intensità dei poveri che è al 20,8%. Questo significa che le famiglie con minori sono quindi più povere. Discorso che si può estendere anche alle famiglie numerose che è pari all’8,9% tra quelle composte da quattro persone ma che aumenta al 19,6% in quelle con cinque e più persone; dai dati Istat è anche emerso che il livello di povertà aumenta in presenza di figli conviventi soprattutto se in presenza di minori.

Si legge nel report dell’Istat: “In generale la povertà familiare presenta quindi un andamento decrescente all’aumentare dell’età della persona di riferimento; le famiglie di giovani, infatti, hanno generalmente minori capacità di spesa poiché dispongono di redditi mediamente più contenuti e hanno minori risparmi accumulati nel corso della vita o beni ereditati. La povertà assoluta riguarda quindi il 10,4% delle famiglie in cui la persona di riferimento ha un’età compresa tra 18 e 34 anni, il 4,7% se la persona di riferimento ha oltre 64 anni”.

Il problema della povertà assoluta però fa da traino allo slittamento attualmente in corso che è quello dei “nuovi poveri” che testimoniano l’aggravarsi del divario tra chi ha, chi potrà avere e chi non ha e questo riguarda soprattutto i giovani del Sud e le persone attorno ai 55 anni che sono la parte di popolazione che sta subendo i maggiori danni dalla colpevole incapacità della politica.

di Sebastiano Lo Monaco

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