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Israele, la terra promessa per la criminalità organizzata

Redazione on 17 ottobre 2017 - 10:54 in Medio Oriente, Primo Piano

Alcune verità sono ormai acclarate: la lobby sionista controlla il Congresso Usa, solo i burattini approvati dai sionisti possono essere presidenti degli Stati Uniti, i media mainstream sono governati dalla lobby sionista. Ma non tutti sono a conoscenza dei solidi legami della criminalità organizzata russa, la Red Kosher Nostra, con Trump, o che Israele sia una terra promessa per la criminalità organizzata.

È stato già scritto molto circa il controllo sul Congresso da parte di Israele, molti sionisti americani sono anche cittadini israeliani e Israele ha l’effettivo controllo della politica Usa in Medio Oriente, e non solo. La lobby di Israele, che include ricchi oligarchi sionisti, fornisce grandi contributi alle campagne politiche a quasi tutti i membri del Congresso Usa e i candidati vivono nella paura dei media mainstream controllati da sionisti perché essi possono distruggere ogni candidatura attraverso il loro controllo dei media. Queste due cose rendono estremamente difficile, se non quasi impossibile, essere eletti al Congresso Usa senza il sostegno della lobby di Israele. E al pubblico americano viene lavato il cervello dai media mainstream americani per combattere le guerre d’Israele. Gli Usa sono stati in pratica colonizzati da Israele, della cui forza di occupazione fanno parte da tempo l’Aipac, ma anche una fitta rete di organizzazioni locali e statali. Grazie ai fondi illimitati a propria disposizione, la “Lobby Israeliana” assicura che i voti vadano nella giusta direzione, e che gli avversari vengano schiacciati quando Israele richiede unità. Nel 2003, all’inizio della guerra contro l’Iraq di George Bush, questa forza d’occupazione si è moltiplicata grazie all’inclusione dei Cristiani Sionisti. E questo è tutto.

Quanto ai  legami “russi” di Trump, questi sono rappresentati erroneamente dalla stampa occidentale con frasi devianti diversificate come “hacker russi”, “agenti di Putin”, “guerra cibernetica russa” ed altri termini peggiorativi verso la Russia, mentre sono di ben altro tipo i solidi legami di Trump con i russi.

I legami “russi” di Trump sono con il “Red Kosher Nostra”, non con il Cremlino

La criminalità organizzata ebraico-americana, chiamata anche “Kosher Nostra”, per assonanza con l’italiana “Cosa Nostra”, dalla fine del XIX secolo gode buona salute negli Usa, ma dalla caduta dell’Unione Sovietica è diventata una potenza, si parla sempre più di “Red Kosher Nostra”, oligarchi miliardari provenienti dall’Unione Sovietica crollata, tutti ebrei o sostenitori di essere ebrei, per ottenere un facile visto.

Un lungo rapporto del giornalista investigativo Wayne Madsen mette in evidenza le connessioni criminali di Trump con quella che può essere chiamata “Red Krosher Nostra”, la criminalità ebraica rossa che è legata alle attività commerciali sia dell’Organizzazione aziendale Trump sia delle Aziende Kushner.

Da nessuna parte nella dinamica della propaganda aziendale sulle connessioni criminali di Trump si sente parlare di “russo-israeliano”, “ucraino-israeliano”, “bashkir-israeliano, “kazako-israeliano” o “kirghiz-israeliano”, ma i gangster e i tycoons miliardari che escono dalle repubbliche dell’ex Unione Sovietica dominano gli imperi imprenditoriali di Donald Trump e di suo genero, Jared Kushner.

Fra i crimini federali e alcuni crimini statali per i quali i soci Trump/Kushner sono stati condannati o indagati ci sono frodi, estorsioni, riciclaggio di denaro, corruzione e violazioni del Foreign Corrupt Practices Act, assalto di primo grado, omicidi, ostruzione della giustizia, contrabbando, racketeering, evasione fiscale, prostituzione e gioco d’azzardo illegale.

Madsen ricostruisce con precisione la rete e le sottoreti di sindacati criminali che fanno affari con la famiglia Trump e/o Kushrners dal Gruppo Bayrock, il cui proprietario è Tevfik Arik, cittadino del Kazakistan e ex ufficiale sovietico, arrestato in Turchia nel 2010 per aver eseguito un anello di prostituzione. Al gruppo “KazakistanTrio”, all’organizzazione Sapir & Gruppo Chodiev” di Chodiev, al Gruppo Trans World Group (Twg). Agli intermediari ucraini legati alla criminalità organizzata del capo dei boss Mogilevich, al riciclaggio di denaro attraverso la Banca di Cipro, il cui vicepresidente era Wilbur Ross, attuale segretario commerciale di Trumps.

E’ la “Red Kosher Nostra”, non la mafia russa, che è stata l’obiettivo dell’Fbi. Il governo russo ha più mandati d’arresto per i membri della Red Kosher Nostra che l’Fbi o l’Interpol. Per chi è colpito da mandato d’arresto Interpol per il riciclaggio di denaro e il riciclaggio di crimini, come il miliardario Uzbeko-israeliano Michael Cherney, che ha fatto la sua fortuna nel crollo post-sovietico del mercato dell’alluminio russo, rimane la soluzione di vivere tranquillamente in Israele.

D’altra parte non era stato Wikeleaks a rilasciare un cablo dell’Ambasciata degli Stati Uniti a Tel Aviv inviato al Dipartimento di Stato sotto il titolo “Israele, una terra promessa per la criminalità organizzata?”. E la Bbc non parlava forse di Israele in lotta per mantenere il coperchio del crimine, per avere perso il controllo dei criminali organizzati del Paese, arricchitisi col gioco d’azzardo, la prostituzione, la droga? Se Trump vende gli Stati Uniti alla più grande superpotenza criminale a livello mondiale con le sue infiltrazioni nelle banche e le società di intermediazione, Israele può sempre accogliere i supercriminali indagati nella terra promessa rubata ai Palestinesi, in cambio delle sue guerre combattute dagli Usa.

di Cristina Amoroso

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