Israele, storie di crimini quotidiani

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Il Palestinian Center for Human Rights (Pchr) ha espresso profonda preoccupazione per l’escalation di violenza e crimini da parte dei militari israeliani ai danni di civili palestinesi durante le manifestazioni della Grande Marcia del Ritorno, che si svolgono ogni venerdì nella Striscia di Gaza.

La commissione di indagine dell’Onu sulle violazioni del regime israeliano nel conflitto palestinese ha riferito che l’uccisione dei manifestanti palestinesi sul confine della Striscia di Gaza da parte delle forze israeliane rappresenta l’ennesimo crimine di guerra di Israele.

Per questo motivo, ha chiesto il rinvio a giudizio della sicurezza israeliana e dei capi militari. Il rapporto, pubblicato da un comitato di investigatori delle Nazioni Unite, afferma che i cecchini dell’esercito israeliano e alcuni comandanti hanno deliberatamente preso di mira pacifici manifestanti palestinesi durante la “Marcia del Ritorno“, che non rappresentavano una minaccia per la sicurezza degli israeliani. Il rapporto indica che i soldati israeliani hanno deliberatamente preso di mira anche giornalisti, squadre di soccorso e bambini, in chiara violazione delle convenzioni internazionali.

Secondo il Palestinian Center for Human Rights, questi crimini dimostrano come l’esercito israeliano ricorra all’uso eccessivo della forza contro i civili palestinesi, mostrando totale disprezzo per la loro vita. Invita, pertanto, la Comunità Internazionale a intraprendere azioni immediate ed efficaci per porre fine a questi crimini, appellandosi alle Alte Parti Contraenti della Quarta Convenzione di Ginevra del 1949, che obbliga all’art.1 di garantire il rispetto della Convenzione in ogni circostanza e sancisce l’obbligo ai sensi dell’articolo 146, di perseguire chi si presume abbia commesso gravi violazioni. Queste gravi violazioni costituiscono crimini di guerra ai sensi dell’articolo 147 della stessa convenzione e (I) Protocollo aggiuntivo alle Convenzioni di Ginevra. Intanto Israele continua a mietere vittime in spregio a tutte le leggi e la Palestina continua a piangere e a seppellire i suoi figli.

di Manuela Comito

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