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Isis riemerge nel caos libico

Redazione on 27 agosto 2018 - 05:12 in Africa, Primo Piano

I mercenari del gruppo terroristico dell’Isis sono riemersi nelle regioni desertiche libiche sfruttando il vuoto di governo che ha portato all’illegalità in molte parti dello Stato nordafricano.

libia-isisSfortunatamente, il deserto libico è ancora pieno di forze Isis, quindi dobbiamo stare molto attenti e all’erta, difendendo i confini di Sirte”, ha dichiarato il generale libico Mohammed al-Ghossri, ammettendo che le forze libiche affiliate all’Onu sono appoggiate dal Governo di Accordo Nazionale che non è stato in grado di perseguire l’Isis nel deserto in seguito alla liberazione di Sirte. Khalifa Haftar, il comandante militare sotto il governo orientale libico, ha alcune forze nella zona, ha dichiarato Ghossri, “ma la realtà è che il sud è totalmente fuori da ogni controllo governativo”.

Secondo i rapporti, miliziani, inclusi i resti dell’Isis e degli operativi di al-Qaeda, occupavano un tratto estensivo, dalla periferia della roccaforte pro-Muammar Gheddafi di Bani Walid, alla zona meridionale di al-Jufra, e ad est fino al confine della mezzaluna petrolifera, a sud dei contestati terminali per l’esportazione di petrolio di Brega e Ras Lanuf.

Raggruppandosi in remote aree rurali e desertiche, i terroristi dell’Isis in Libia per mantenersi hanno dato vita ad attività di insurrezione e banditismo lungo la strada principale dalla costa verso la città centrale desertica di Sebha, attaccando merci, veicoli, autobotti e autovetture civili. Fonti della sicurezza hanno descritto i terroristi Isis presenti nel deserto come un mix di libici e stranieri, principalmente provenienti da Paesi dell’Africa sub-sahariana.

Lo Stato nordafricano ricco di petrolio è sprofondato in una guerra civile dopo che l’intervento militare Nato a guida Usa a seguito della rivolta del 2011 che ha portato al rovesciamento e all’uccisione del dittatore di lunga data, Muammar Gheddafi.

La disintegrazione della Libia in un gruppo di caotici conflitti interni ha anche reso la vasta costa mediterranea del Paese un percorso utilizzato dai trafficanti di esseri umani che trasferiscono migliaia di migranti africani in Europa, spesso con l’appoggio di truppe straniere (francesi?).

di Giovanni Sorbello

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