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Irgc a Netanyahu: “Non giocare con la coda del leone”

Redazione on 17 gennaio 2019 - 03:31 in Medio Oriente, Primo Piano

Si infiamma sempre di più la guerra dei nervi tra la Repubblica Islamica dell’Iran e il regime sionista. A tal proposito, sottolineando che i consiglieri militari e le armi iraniane rimarranno in Siria, il comandante generale del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (Irgc), Mohammad Ali Jafari, ha avvertito il primo ministro del regime israeliano di “non giocare con la coda del leone“.

Irgc“Temete il giorno in cui i missili di precisione iraniani vi colpiranno e vendicheranno tutto il sangue versato dai musulmani oppressi dal vostro brutale regime”, ha dichiarato ieri Mohammad Ali Jafari. Le osservazioni arrivano dopo che il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato martedì che il suo Paese continuerà a condurre attacchi aerei in Siria mirando a quelle che sono considerate unità militari iraniane. Ha anche esortato l’Iran a “uscire di lì in fretta”.

Descrivendo la minaccia di Netanyahu come “ridicola”, il generale Jafari ha sottolineato che: “La Repubblica Islamica dell’Iran manterrà in Siria tutti i consiglieri militari, le attrezzature e le armi che mirano ad addestrare e potenziare le forze della Resistenza islamica e sostenere i popoli oppressi del Paese. Assicurati di non prendere in considerazione le tue ridicole minacce: sai che se abbiamo scelto di attendere contro le tue misure ostili, dietro di esse si nascondono alcune considerazioni”.

Riferendosi al portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Bahram Ghasemi, che ha dichiarato che l’Iran non ha alcuna forza militare in Siria, il capo dell’Irgc ha notato che le osservazioni di Ghasemi indicano che l’Iran non ha un’unità militare in Siria. Il regime israeliano è ben consapevole del potere delle forze militari iraniane e quindi teme la presenza di un solo iraniano in Siria, ha aggiunto il comandante iraniano.

Le vittorie dell’Asse della Resistenza, composto da Iran, Hezbollah e dai combattenti di Gaza, Cisgiordania, Siria, Iraq e Yemen, contro i crimini e l’arroganza globale, è dovuta al sangue e al sacrificio dei suoi martiri, ha aggiunto Jafari.

di Redazione

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