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Iraq, Sairoon annuncia la coalizione con al-Fatih

Redazione on 14 giugno 2018 - 01:20 in Medio Oriente, Primo Piano

In Iraq si muovono finalmente i primi passi per formare un nuovo governo. Dopo la schiacciante vittoria dei vari partiti sciiti, la coalizione di Sairoon guidata da Moqtada al-Sadr, che è arrivata prima nelle recenti elezioni parlamentari irachene, ha annunciato l’accordo con la coalizione al-Fatih (vicina alle milizie sciite di Hashd al-Shaabi) per formare il prossimo governo iracheno.

IraqIl religioso sciita iracheno Moqtada al-Sadr ha annunciato ieri sera un’alleanza a sorpresa con il blocco di al-Fatih, guidato da Hadi al-Amiri, che è arrivato secondo alle elezioni di maggio. Sadr ha fatto l’annuncio nel corso di una conferenza congiunta con Hadi al-Amiri nella città santa di Najaf, affermando che la coalizione è importante per accelerare la formazione di un governo nazionale. I due leader politici hanno dichiarato che la porta è sempre stata aperta alle altre liste politiche vincenti affinché si unissero a loro nella formazione del governo.

Secondo i risultati finali delle elezioni irachene, la coalizione di Sairoon è arrivata prima con 54 seggi, seguita dalla coalizione di al-Fatih di Amiri con 47, mentre al-Nasr Alliance, guidata dal primo ministro al-Abadi, ha ottenuto il terzo posto con 42.

Rafforzamento del campo antiamericano in Iraq

Per chiarire le ragioni del trionfo delle liste anti-americane nelle elezioni del 12 maggio, analizziamo il corso dell’evoluzione dei sentimenti anti-Washington nella società irachena dopo il rovesciamento di Saddam Hussain nel 2003. Una parte della nazione irachena era ottimista riguardo all’invasione guidata dagli Stati Uniti per rovesciare l’ex dittatore Saddam e questo sentimento positivo spinse parte del corpo politico della nazione a instaurare relazioni con Washington.

Tuttavia, nonostante questa apertura agli americani, Al-Sadr formò la milizia di Jaysh al-Mahdi e guidò una rivolta armata contro l’occupazione americana del Paese. La milizia sciita si scontrò ferocemente con l’esercito l’americano, così come quello inglese, liberando vaste aree del Paese dalla presenza militare straniera. La lotta armata contro Washington è stata così accesa da costringere la Cia a tentare diverse volte, dal 2005 al 2007, di assassinare l’autorevole religioso sciita. Tutti i tentativi non hanno avuto successo.

di Redazione

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