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Iran, Erbil centrale operativa delle “rivolte”

Redazione on 9 gennaio 2018 - 02:51 in Medio Oriente, Primo Piano

Iran – Il Segretario del Consiglio del Discernimento della Repubblica Islamica dell’Iran, Mohsen Rezayee ha rivelato la scorsa settimana che gli Stati Uniti, i resti dell’ex regime del dittatore iracheno Saddam Hussein, i Mojahedin-e Khalq Organization (Mko) e l’Arabia Saudita sono dietro i recenti disordini in Iran. L’organizzazione della “rivolta” sarebbe avvenuta all’interno di una sala operativa sita a Erbil, nella regione del Kurdistan iracheno.

“Una sala operativa si è formata ad Erbil alcuni mesi fa, guidata da Michael D’Andrea, l’uomo responsabile delle operazioni della Cia in Iran, dal capo dello staff del figlio e dal cognato di Saddam, un rappresentante dell’Arabia Saudita e un rappresentante dei Monafeqin (membri dell’Mko). Alcuni rapporti hanno anche affermato la presenza nella sala operativa di un rappresentante degli Emirati Arabi Uniti”, ha dichiarato Rezayee.

Questa sala operativa avrebbe pianificato le attività in Iran verso la fine dell’autunno, usando i social media, per poi colpire la Repubblica Islamica all’inizio e al centro dell’inverno. Rezayee, che è stato anche un ex comandante supremo del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (Irgc), ha spiegato che volevano prendere il controllo delle città iraniane nella prima fase, introdurre clandestinamente armi nel Paese per uccidere la gente e poi fare pressione sul Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite per imporre nuove sanzioni contro la Repubblica Islamica sotto la pressione degli Stati Uniti. Nella seconda fase volevano spianare la strada ai membri dell’Mko per entrare in Iran e poi fare in modo che gli europei li accompagnassero nelle misure contro Teheran.

La scorsa settimana gruppi di manifestanti pacifici si sono riuniti in diverse zone del Paese, chiedendo alle autorità di affrontare le problematiche economiche. Pur non avendo alcun mandato, le proteste sono continuate ininterrottamente per diversi giorni. Gli eventi, tuttavia, sono stati oscurati quando elementi armati e vandali si sono presentati tra i manifestanti e hanno iniziato a lanciare attacchi contro proprietà pubbliche, stazioni di polizia e siti religiosi.

di Redazione

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