Iran e Russia contro la “dittatura del dollaro”, avviate operazioni in valute nazionali

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di Cristina Amoroso

Teheran e Mosca stanno studiando la possibilità di aprire un nuovo capitolo nelle relazioni commerciali che potrebbe rompere il dominio delle valute occidentali su scambi bilaterali. Una banca congiunta Iran-Russia risolverebbe i loro pagamenti reciproci in valuta nazionale. Lo ha affermato martedì l’ambasciatore iraniano in Russia Mehdi Sanaei in un’intervista a Ria Novosti, “Entrambe le parti hanno intenzione di creare una banca comune, o conto comune, in modo che i pagamenti possano essere effettuati in rubli russi e rial iraniani”, aggiungendo che le relazioni tra Mosca e Teheran “si stanno attivamente sviluppando” e che il 2014 è stato “un anno molto proficuo” per entrambi i Paesi.

Le osservazioni di Sanaei arrivano a distanza di una settimana dall’annuncio del vicegovernatore della Banca Centrale Iraniana, Gholam-Ali Kamyab, che ha dichiarato di aver sospeso l’uso del dollaro nelle transazioni di commercio estero e che sono in programma “trattati monetari bilaterali” con alcuni Paesi, facendo uso di altre valute come il yuan cinese, la lira turca, il rublo russo e il won della Corea del Sud nei suoi rapporti commerciali con l’estero.

Già lo scorso novembre, il presidente russo Vladimir Putin aveva annunciato che il suo Paese avrebbe lasciato la “dittatura del dollaro” per passare a un uso più diffuso del rublo russo e dello yuan cinese nelle transazioni internazionali. Putin aveva dichiarato nel suo discorso al vertice Asia-Pacific Economic Cooperation (Apec) in Cina, che la contabilità del rublo e dello yuan, molto probabilmente, avrebbe indebolito l’influenza del dollaro sul mercato globale dell’energia.

A dicembre lo Stato russo aveva annunciato che Mosca e Teheran avrebbero potuto utilizzare le loro monete nazionali nel commercio alimentare. Le Sanzioni delle Nazioni Unite proibiscono il commercio di armi con l’Iran, ma Mosca e Teheran possono cooperare nei settori dell’energia, dell’industria, dei trasporti e dell’agricoltura. L’ambasciatore ha anche detto che Teheran prevede di sottoscrivere un contratto o memorandum di comprensione reciproca nel 2015 con l’Unione economica eurasiatica per iniziare le esportazioni verso la Russia.

Mosca e Teheran stanno anche prendendo in considerazione la possibilità di creare un regime senza visti tra i due Paesi per uomini d’affari e turisti con la firma di un protocollo d’intesa nel 2015, a parlare è sempre l’ambasciatore iraniano in Russia, Mehdi Sanaei, “E ‘difficile per i nostri imprenditori ottenere un visto per la Russia, in particolare un visto a lungo termine, ma siamo felici che nel 2014 i nostri ministri degli Affari Esteri, Sergei Lavrov e Mohammad Zarif, hanno concordato l’allentamento del regime dei visti, in particolare per gli uomini d’affari e turisti”.
La firma di un memorandum d’intesa è uno dei primi passi verso un regime senza visti tra i due Paesi.

Iran e Russia sono due Paesi sottoposti a sanzioni. Gli Stati Uniti e l’Unione europea (Ue) hanno imposto una serie di sanzioni sulla crisi in Ucraina, accusando Mosca di sostenere i manifestanti anti-Kiev in Ucraina orientale e meridionale. Gli Stati Uniti e i loro alleati europei hanno anche imposto sanzioni contro l’Iran sulle attività nucleari civili di Teheran. Alle vecchie sanzioni c’è pericolo che se ne aggiungano delle nuove; il presidente del parlamento iraniano Ali Larijani si è espresso così duramente: “Se il presidente Usa non è in grado di risolvere i problemi interni del suo Paese, non dovrebbe attribuirli ai negoziati sul nucleare iraniano”, e se il Congresso americano approverà nuove sanzioni contro l’Iran, questo risponderà con un avanzamento del suo programma nucleare.

Risulta chiaro che il Congresso repubblicano, una raccolta di guerrafondai neocon, vieta qualsiasi sistemazione con l’Iran e la Russia, adottando misure per prevenire ogni soluzione pacifica di problemi fabbricati a tavolino, per poi demonizzare con ogni mezzo i Paesi che non accettano di diventare uno Stato fantoccio americano.

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