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Inquinamento atmosferico uccide ogni anno 6,5 milioni di persone

Redazione on 30 marzo 2018 - 02:15 in Ambiente, Attualità, Primo Piano

L’inquinamento atmosferico è stato dichiarato la quarta minaccia più grande del mondo per la salute umana, uccidendo quasi 6,5 milioni di persone all’anno. L’Agenzia Internazionale dell’Energia (Aie) ha dichiarato che circa tre milioni dei 6,5 milioni di decessi sono attualmente attribuiti all’inquinamento dell’aria esterna e 3,5 milioni sono causati da inquinamento atmosferico domestico.

Le morti premature per inquinamento outdoor saliranno nel 2040 dagli attuali 3 milioni a quota 4,5 milioni, a cui andranno aggiunti altri 3 milioni di decessi correlati all’inquinamento domestico. L’organizzazione con sede a Parigi, ha riferito in una relazione speciale in materia di inquinamento dell’aria e dell’energia, che la produzione e l’uso dell’energia non regolamentata o inefficiente è la ragione principale del rilascio degli inquinanti nocivi che causano il cancro ai polmoni, ictus e malattie cardiache nel lungo periodo. Gli inquinanti possono scatenare sintomi quali attacchi di cuore. A pagare un prezzo più alto per lo smog sono le regioni povere del mondo, soprattutto quelle asiatiche, e la popolazione urbana.

L’80% dei residenti nelle città respira un’aria che non soddisfa i requisiti sanitari minimi fissati dall’Oms. L’Agenzia punta il dito contro l’uso inefficiente e indisciplinato di combustibili fossili per la produzione di energia, per gli usi domestici e nel settore dei trasporti, responsabile dell’85% delle emissioni di particolato e di gran parte dell’inquinamento da ossidi di zolfo e da ossidi di azoto. L’Agenzia consiglia di intervenire per limitare il numero di persone che usano stufe a legna o a carbone per riscaldarsi e cucinare, ancora vertiginosamente alto (2,7 miliardi di individui) soprattutto nel Sud-est asiatico e in India.

L’Aie ha inoltre chiesto l’adozione di un pacchetto di misure per il settore energetico, tra cui il montaggio di centrali a carbone con impianti di lavaggio, l’ulteriore utilizzo di energie rinnovabili, una maggiore efficienza energetica, e il controllo delle emissioni. Come l’Aie speri di risolvere il problema attraverso le centrali a carbone, uno dei più pericolosi responsabili dell’inquinamento dell’aria insieme al petrolio, è un enigma che gli “esperti” dell’Agenzia Internazionale dell’Energia dovrebbero spiegare e giustificare davanti all’opinione pubblica. Ormai la gente è sempre più informata su questi problemi ed è in grado di riconoscere le false soluzioni da quelle veramente risolutive.

di Cinzia Palmacci

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