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In Yemen è catastrofe umanitaria

Redazione on 15 marzo 2019 - 04:59 in Attualità, Primo Piano

Dal 26 marzo del 2015, lo Yemen è vittima di una brutale aggressione militare condotta dalla coalizione guidata dall’Arabia Saudita, nel tentativo di riportare al potere il deposto presidente Abd Rabbuh Mansur Hadi, suo fedele alleato.

YemenLa campagna militare saudita ha toccato livelli di criminalità mai visti prima. In tutto il mondo si alzano voci per far terminare questa guerra che sta diventando una delle più cruente di tutto il mondo. Guerra  promossa dall’Arabia Saudita, che alcune voci non tardano a definire “il propugnatore mondiale del terrorismo”, afferma il colonnello Sharaf Luqman, portavoce delle forze armate yemenite.

Da più parti, da più organizzazioni locali e internazionali ci sono continui appelli per la fine del conflitto, le cui conseguenze gravano tutte sulla popolazione, come sempre. Il succitato portavoce colonnello Sharaf Luqman, infatti, denuncia alla stampa che gli obiettivi primari dell’offensiva saudita sono le infrastrutture yemenite e aggiunge che i raid sauditi colpiscono per lo più edifici residenziali, ma non solo.

Marie-Elisabeth Ingres, la rappresentante per lo Yemen di Medici senza Frontiere, avverte che la condizione delle vittime degli attacchi sta degenerando e non ci sono nemmeno più scorte di cibo e viveri per la sussistenza. I negozi sono chiusi e le scorte rimanenti, ad ogni nuovo attacco, diminuiscono, specialmente nella capitale San’a, dove gli attacchi sono più frequenti. Inoltre, la strategia militare di colpire le infrastrutture ha seriamente danneggiato le strade che collegano le varie città, per cui gli abitanti, in penuria di viveri non possono nemmeno spostarsi per cercarli altrove.

Altri appelli sono arrivati anche dall’Onu, che ha sottolineato che l’aggressione dell’Arabia ha raggiunto un livello tale da essere una della più cruenti e devastanti del mondo. Fino ad ora, l’aggressione, che non ha mai ricevuto un mandato dell’Onu per l’avvio, ha creato un baratro di violenza, morte, dolore e ha di fatto ridotto un Paese, situato in un’area dai fragili equilibri politici, in ginocchio.

di Carolina Ambrosio

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