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Hamas chiede la fine del processo di pace

Redazione on 5 gennaio 2018 - 02:59 in Palestina, Primo Piano

Il presidente dell’ufficio politico di Hamas, Ismail Haniyeh, ha chiesto una nuova Intifada palestinese e una fine formale del cosiddetto processo di pace con Israele sulla scia della decisione statunitense su Al-Quds (Gerusalemme).

Haniyeh ha sottolineato che sono necessari ulteriori passi per impedire agli Stati Uniti di raggiungere i propri obiettivi, tra cui la formulazione di “un piano arabo-islamico unito in coordinamento con organismi internazionali che sostengano i diritti dei palestinesi”. Haniyeh ha aggiunto che “le decisioni di Israele e degli Stati Uniti rendono necessario agire su due livelli politici”.

“Il primo non è quello di fidarsi del processo di pace o persino di porvi fine. Il secondo è terminare il processo di normalizzazione con Israele. Contro la strategia di Israele, attiriamo l’attenzione su una strategia globale che invaliderà le decisioni israeliane e statunitensi su Gerusalemme e renderà possibile rivedere la causa della Palestina come un progetto di salvezza nazionale”, ha dichiarato il leader della Resistenza palestinese.

L’alto funzionario di Hamas ha sottolineato che dovrebbe essere attuato un programma che includa arabi, musulmani e palestinesi per invalidare la decisione su Gerusalemme da parte degli Stati Uniti e di Israele. Le osservazioni di Haniyeh arrivano dopo che il parlamento israeliano (Knesset) ha approvato lunedì un disegno di legge che rende più difficile alterare lo status di Al-Quds, ha riferito all’agenzia Anadolu di Ankara.

Secondo il disegno di legge, qualsiasi tentativo di modificare lo status ufficiale di Gerusalemme o dei suoi confini municipali richiede l’approvazione di 80 su 120 membri dell’assemblea invece di una maggioranza semplice.

La mossa arriva meno di un mese dopo che il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha annunciato la sua decisione di riconoscere Quds come capitale di Israele, portando a condanne diffuse da parte di tutto il mondo arabo e musulmano e persino degli alleati degli Stati Uniti.

di Redazione

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