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Guerra in Yemen: si spezza la coalizione contro gli Houthi

Salvo Ardizzone on 12 maggio 2017 - 04:27 in Medio Oriente, Primo Piano

Nella guerra in Yemen, mentre gli Houthi continuano a incalzare le truppe di Riyadh fin dentro il Regno, i membri della coalizione a guida saudita cominciano a spararsi fra loro e le proteste iniziano a fare morti anche in Arabia, dove le incursioni degli Ansarullah nel meridione del Paese sono continue.

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Il 10 maggio, gli Houthi si sono impadroniti per l’ennesima volta di Raboah, nella provincia di Asir, occupando la base militare di Nismah; malgrado Riyadh abbia rifiutato di commentare, i morti fra i regolari sauditi e i mercenari sarebbero molti.

La guerra in Yemen dura ormai da oltre due anni, con risultati sempre più disastrosi per la coalizione messa in piedi dai Saud; adesso giungono notizie di scontri in corso ad Aden fra fazioni di quel fronte. Ad essere coinvolti sono da una parte truppe fedeli all’ex presidente Hadi, appoggiato strenuamente dai sauditi, e miliziani del Movimento del Sud, un gruppo separatista sostenuto dagli Emirati, e combattenti tribali  Hadhrami loro alleati dall’altra.

Occorre notare che fra Abu Dhabi e Riyadh sta emergendo una spaccatura dovuta a profonde divergenze d’interessi non solo nell’ambito della guerra in Yemen, ma in numerosi altri teatri (vedi Nord Africa); una divaricazione in rapida crescita, correlata alle crescenti dimostrazioni d’incapacità, impotenza e debolezza della monarchia Saud.

La miccia che ha riacceso una rivalità mai sopita fra i componenti della coalizione, ma a lungo tacitata grazie a un flusso di petrodollari, è stata l’allontanamento del governatore di Aden e di alcuni membri del governo fantoccio insediato in quella città dai sauditi; l’esautorazione di elementi vicini ai miliziani separatisti e ai loro alleati ha condotto a sanguinosi scontri a fuoco.

Ad aggravare il conflitto c’è il fatto che i separatisti accusano con prove schiaccianti le truppe fedeli ad Hadi e i mercenari di favorire Al-Qaeda nella Penisola Arabica (Aqpa), i qaedisti acerrimi nemici degli Houthi a anche del Movimento del Sud. Tuttavia, dietro Aqpa è arcinota la presenza dell’Arabia Saudita, che fin dall’inizio della guerra in Yemen ha utilizzato i terroristi di Al-Qaeda contro Ansarullah, permettendo un rapido sviluppo delle bande qaediste in vaste parti del Paese.

I sauditi hanno un assoluto bisogno di venir a capo di una guerra in cui si sono cacciati con stupefacente superficialità oltre che il consueto cinismo, ma a parte le crescenti perdite militari e le enormi spese, entrambe sempre meno sostenibili, stanno facendo i conti con la resistenza Houthi che stabilmente sta portando la guerra in Yemen sempre più addentro ai confini del Regno.

Al contempo, gli squilibri economici e sociali stanno generando un malcontento sempre più diffuso, che sfocia in disordini soprattutto nelle aree popolate da sciiti, da sempre emarginate dal regime saudita. A tal proposito il portale Mirat al-Jazira ha diffuso la notizia che le forze di sicurezza hanno ucciso un cittadino saudita e un lavoratore del Bangladesh ad al-Awamiyya, nella provincia petrolifera di Qatif, nell’Est del Paese. Secondo Mirat al-Jazira, gli uomini sono stati uccisi nello storico quartiere di Musawara che dovrebbe essere distrutto per far posto a centri commerciali, un’operazione immobiliare che sta suscitando l’ira della popolazione.

La guerra in Yemen sta producendo conseguenze disastrose per  gli equilibri economici e sociali sauditi, che impattano soprattutto sulla parte più debole della popolazione (sciiti e lavoratori stranieri) emarginata e tenuta al di fuori da ogni diritto; una situazione senza uscita che sta minando alle fondamenta l’intera Arabia Saudita.

di Salvo Ardizzone

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