La guerra in Siria e i suoi tanti complici

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La Siria sta pagando un irragionevole ed eccessivo costo umano. Terra poetica nella sua ancestrale bellezza, elegante nel suo ruolo strategico per la religione islamica, la Siria sta pagando un prezzo troppo alto. Dopo una guerra lunga otto anni e le innumerevoli ingiustizie e sofferenze che il popolo siriano sta provando, anche l’Onu reclama una maggiore attenzione per le barbarie che stanno consumandosi lì.

siria-rifugiati-sirianiFacendo eco all’appello dell’Onu il quale riconosce come il popolo siriano si senta abbandonato dal mondo, un portavoce Onu ha richiamato l’attenzione dei leaders mondiali ad agire per fermare il genocidio. Inoltre, il funzionario ha invitato le personalità politiche delle potenze mondiali a mettere da parte le loro inevitabili differenze ideologiche e i loro scopi economici nell’aria per salvare una terra che, se si continuasse sulla scia di questa politica cieca, tra un paio d’anni sarà solo un cumulo di macerie infruttuoso. Nonostante si possa percepire quanto sia difficile che tali requisiti alla pace si verifichino, è comunque fondamentale scuotere l’attenzione sopita dei Paesi terzi. Secondo l’Onu “il futuro di un’intera generazione è a repentaglio. La credibilità della comunità internazionale è in bilico”.

La guerra in Siria dura ormai da otto lunghi anni, ha registrato oltre 310mila morti e 11.4 milioni di persone sono state costrette a fuggire per trovare un rifugio sicuro in altre nazioni sin dall’inizio del conflitto nel marzo 2011.

L’Onu, a giudicare dall’appello delle varie agenzie e dei vari funzionari, sembra vedersi le mani legate. Al momento un dibattito sull’effettiva utilità di un’organizzazione di tale grandezza e centralità nelle politiche mondiali, è del tutto inutile, anzi non auspicabile. Tuttavia è innegabile che serve un forte cambiamento.

Tale cambiamento, secondo le agenzie Onu, può venire solo dalle grandi potenze mondiali. Infatti, i responsabili delle agenzie Onu che si occupano delle crisi umanitarie, degli aiuti alimentari, delle condizioni sanitarie e dello status dei rifugiati e dei bambini nelle zone di guerra hanno riconosciuto che nella gestione della situazione siriana la comunità internazionale ha fallito. Sotto gli occhi della comunità internazionale costantemente divisa da questioni ideologiche che arenano i tentativi mirati alla soluzione della crisi, si sta consumando la distruzione materiale e umana della tera siriana. Per cui, adesso si necessita dell’aiuto di altre entità, politiche.

di Carolina Ambrosio

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