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Gaza: aumenta la repressione di Israele contro le Ong

Salvo Ardizzone on 20 agosto 2016 - 04:19 in Palestina, Primo Piano

di Salvo Ardizzone

A Gaza arrestati dirigenti di Ong internazionali. Dietro l’accusa di aiutare Hamas, si colpiscono le Ong che sostengono il movimento Boycott.

Da quando, circa due anni fa, le Ong internazionali hanno dato forza alla campagna di boicottaggio dei prodotti provenienti dagli insediamenti israeliani della Cisgiordania, lo Shabak (il Servizio di sicurezza interna di Israele) ha cominciato a colpire le Ong attive nei territori occupati e soprattutto a Gaza.

Negli ultimi mesi la repressione si è inasprita: da ultimo sono stati arrestati Mohammad Halabi, direttore di World Vision a Gaza, e l’ingegnere Valid al-Borsh, che lavorava per un ente vicino all’Undp.

L’accusa è quella di sempre: aiutare Hamas, nel caso di Halabi fornendo aiuti finanziari, in quello di al-Borsh trasferendo le rovine delle abitazioni distrutte dai bombardamenti israeliani del 2014 nel porto che Hamas sta tentando di costruire malgrado il blocco.

Tuttavia, più che gli aiuti arrecati per alleviare le terribili conseguenze del blocco, secondo i media locali e gli stessi attivisti delle Ong che agiscono nella Striscia, l’ondata di arresti di Israele vuole colpire quelle Organizzazioni che sostengono il movimento Boycott Divestment and Sanction (Bds), in passato meno soggette a repressione di quelle palestinesi. Il nuovo giro di vite (l’ennesimo) che colpisce Gaza, contribuisce a rendere ancora più alta la tensione, in quel territorio martoriato dall’aggressione sionista.

Nella Striscia la situazione continua ad essere disastrosa, con tutte le attività strangolate dall’isolamento imposto da Tel Aviv, che rende difficilissima anche la ricostruzione degli edifici distrutti nell’aggressione del 2014. I proprietari di migliaia di casa distrutte continuano a vivere in condizione di estrema sofferenza; secondo la Banca Mondiale, nel marzo scorso solo 1,4 Mld di dollari è stato impiegato nella ricostruzione delle immani distruzioni operate a Gaza dai bombardamenti israeliani, dei circa 4,9 Mld che i Paesi donatori s’erano impegnati a fornire.

Secondo l’Alto Commissariato dell’Onu per i Diritti Umani (Ohchr), nel corso dell’ultimo anno l’80% delle famiglie ha preso denaro in prestito per sopravvivere, l’85% ha acquistato cibo a credito ed il 40% ha diminuito sostanzialmente il consumo di alimenti.

Sono gli effetti dell’assedio che Israele sta imponendo a Gaza dal 2007; un blocco che continua a causare indicibili sofferenze ad un’intera popolazione, nel sostanziale disinteresse della comunità internazionale.

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