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Gaza, Croce Rossa accusa Israele

Redazione on 20 giugno 2018 - 02:21 in Palestina, Primo Piano

L’alto funzionario del Comitato Internazionale della Croce Rossa (Cicr), Robert Mardini, ha dichiarato che l’uso da parte del regime israeliano di munizioni vere contro i manifestanti palestinesi a Gaza ha innescato una crisi senza precedenti.

gazaRobert Mardini ha dichiarato che la stragrande maggioranza dei circa 13mila palestinesi feriti durante le manifestazioni della “Grande marcia del Ritorno” nell’enclave costiera assediata hanno subito gravi ferite, tra cui ferite multiple da arma da fuoco durante la repressione israeliana. Il funzionario Cicr ha aggiunto che gli operatori sanitari stanno lottando per far fronte alla grave emergenza.

Mardini ha aggiunto che la Croce Rossa ha tenuto colloqui con i militari israeliani per discutere dei danni inflitti ai civili palestinesi. Almeno 132 palestinesi sono stati uccisi dalle forze israeliane da quando il 30 marzo hanno avuto inizio le proteste anti-occupazione vicino alla cosiddetta zona cuscinetto tra Gaza e Israele.

Gaza al collasso

Il Comitato Internazionale della Croce Rossa ha annunciato l’invio di due squadre di chirurghi specialisti e grandi quantità di forniture mediche nella Striscia di Gaza per supportare le strutture sanitarie locali oramai al collasso, per il trattamento delle complesse e sospette lesioni derivanti dai proiettili sparati dai soldati israeliani nelle ultime settimane. Robert Mardini ha aggiunto che l’organizzazione sta inviando due chirurghi per aiutare i medici dell’ospedale Shifa di Gaza.

In un’intervista con i media, Mardini ha spiegato che il motivo principale che ha spinto l’organizzazione internazionale ad espandere la propria attività nel settore della sanità a Gaza è per “gli oltre 13mila palestinesi feriti, dei quali 3.600 in modo grave”, aggiungendo che la Croce Rossa stabilirà un’unità chirurgica con ulteriori 50 posti letto per gli interventi di emergenza. Egli ha sottolineato che “tra 1200 e 1.400 palestinesi feriti hanno bisogno di circa 4mila interventi chirurgici”, spiegando che “la necessità di questa quantità di operazioni è a causa delle ferite complesse” causate dai proiettili israeliani.

di Redazione

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