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Fisk: bugiardi stragisti siamo noi, il vero bersaglio è l’Iran

Redazione on 30 agosto 2017 - 03:08 in Attualità, Primo Piano

«Prima che la più stupida guerra occidentale nella storia del mondo moderno abbia inizio – avverte Robert Fisk – potrebbe essere bene dire che i missili cruise, che fiduciosamente ci attendiamo che si scaglino su una delle città più antiche dell’umanità, non hanno assolutamente nulla a che fare con la Siria: sono destinati a danneggiare l’Iran». Per lo storico inviato britannico, i missili in partenza «sono destinati a colpire la Repubblica islamica, ora che ha un nuovo presidente proprio nel momento in cui potrebbe essere appena più stabile». Spiegazione: «L’Iran è il nemico di Israele», quindi è «“naturalmente” nemico dell’America: perciò si sparano i missili contro l’unico alleato arabo dell’Iran». Perché il raid proprio adesso? Perché «lo spietato esercito di Bashar al-Assad potrebbe essere proprio in procinto di vincere contro i “ribelli” che noi segretamente armiamo».

Con l’assistenza del libanese Hezbollah il governo di Damasco ha debellato i “ribelli” in buona parte del Paese. «L’Iran è sempre più profondamente coinvolto nella protezione del governo siriano. Per questo motivo una vittoria per Bashar è una vittoria per l’Iran. E vittorie iraniane non possono essere tollerate dall’Occidente». Tutto questo, ovviamente, è molto pericoloso: la stessa Emma Bonino, da sempre su posizioni ultra-atlantiste e a favore delle innumerevoli “guerre umanitarie” promosse dagli Usa, stavolta frena: l’intervento occidentale in Siria potrebbe causare «una deflagrazione internazionale», possibile inizio di quella che in molti ormai chiamano Terza Guerra Mondiale. Motivo: se la Siria – protetta da Mosca – è soltanto lo scudo occidentale dell’Iran, la sua dimensione petrolifera fa di Teheran un grande attore regionale; il Paese degli Ayatollah dispone inoltre di uno dei dieci eserciti più armati al mondo e, soprattutto, ha alle spalle le due potenze costantemente minacciate da Washington, ovvero la Russia e la Cina.

Cresce l’unanime denuncia dell’imbarazzante ipocrisia di un Occidente che “vede” solo le stragi altrui e “sorvola” sulle proprie, dai continui massacri tra Afghanistan e Pakistan fino all’estrema crudeltà del disastro di Fallujah, dove furono testate micidiali armi di distruzione di massa – le bombe al fosforo bianco – poi impiegate anche da Israele a Gaza, in aperta violazione di qualsiasi convenzione: crimini di guerra e contro l’umanità, secondo le Nazioni Unite. Questo genere di atrocità promosse dall’Occidente, ricorda Fisk, cominciò nella guerra Iran-Iraq durata dal 1980 al 1988: Saddam fu armato da Washington con gas letali e fece strage di soldati iraniani, su mandato Usa. Poi, quando nell’88 il regime iracheno gasò anche i curdi di Halabja, «la Cia ha architettato la storiella che l’Iran fosse responsabile per le gasazioni».

Menzogne e ipocrisie: «Quando Israele ha ucciso fino a 17mila uomini, donne e bambini in Libano nel 1982, in una invasione ipoteticamente provocata dal tentativo dell’Olp di assassinare l’ambasciatore israeliano a Londra – era in realtà il compagno di Saddam Abu Nidal ad aver organizzato l’uccisione, non l’Olp – l’America semplicemente si limitò a far appello a entrambe le parti affinché esercitassero “moderazione”». «Se dobbiamo credere alle sciocchezze che escono da Washington, Londra, Parigi e dal resto del mondo “civilizzato”, è solo una questione di tempo prima che la nostra spada rapida e vendicativa si scagli sui damasceni», conclude Fisk. «Il fatto di osservare i leader del resto del mondo arabo mentre applaudono a questa distruzione è forse la più dolorosa esperienza storica che la regione debba sopportare. E la più vergognosa. Se non fosse per il fatto che staremo attaccando i musulmani sciiti e i loro alleati al ritmo del battimani dei musulmani sunniti. Ed è ciò di cui la guerra civile è fatta».

di Redazione

 

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