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Epidemia di colera, colpito il nord della Nigeria

Salvo Ardizzone on 29 settembre 2017 - 04:57 in Africa, Primo Piano

La recente epidemia di colera che ha colpito la Nigeria nordorientale, ha messo in allarme il Ministero della Sanità dello Stato di Borno; da un suo comunicato si legge che l’epidemia ha già causato almeno 14 morti e sono 186 i casi sospetti. L’epidemia è scoppiata nel campo profughi Muna Garage, nella periferia di Maiduguri, che attualmente ospita circa 44.000 sfollati; essa si è sviluppata mentre le continue violenze e la repressione militare contro i terroristi di Boko Haram hanno causato lo sfollamento di oltre 1,7 milioni di persone e ne hanno lasciate oltre 3,6 milioni senza adeguato accesso a servizi idrici o igienici di base.

Il colera è una grave malattia diarroica acuta causata dall’ingestione di cibo o acqua contaminati dal batterio Vibrio Cholerae, esso è ben noto nella Nigeria nordorientale; in uno studio del Pan-African Medical Journal, si sottolinea come tali epidemie siano solite a verificarsi in aree già colpite da conflitti, in cui i servizi sanitari sono gravemente danneggiati.

Nel caso in questione, lo stato del Borno è una delle zone maggiormente piagata dal terrorismo di Boko Haram; stando alle fonti dell’Unicef, i ripetuti attacchi hanno distrutto il 75% delle strutture sanitarie e privato circa tre milioni di persone dell’accesso all’acqua potabile.

Le dichiarazioni di Sanjay Wijesekera, responsabile Unicef non lasciano spazio a dubbi: quando i bambini non hanno acqua da bere, i sistemi sanitari sono lasciati in rovina, la malnutrizione diviene regola, eventi come una epidemia di colera sono la naturale conseguenza. Il colera per i bambini è sempre difficile da sopportare, ma diviene una lotta per la sopravvivenza quando la capacità di ripresa è già indebolita dalla mancanza di cibo, malaria e altre malattie legate alla pessima qualità dell’acqua.

Il Ministero della Sanità locale, insieme all’Oms (Organizzazione Mondiale per la Sanità), stanno cercando di arginare questa epidemia di colera creando dei centri per il primo trattamento, avviando campagne di vaccinazione e aumentando l’informazione sui rischi della trasmissione e sulla prevenzione. Lavoro non facile, vista la situazione disastrosa di quella zone. La pericolosità della malattia è determinata dalla velocità con la quale può provocare la disidratazione, a causa delle imponenti perdite di liquidi conseguenti alla diarrea e al vomito che induce nelle vittime.

L’Unicef ha comunicato che finora ha curato oltre 110 mila bambini che soffrono di malnutrizione acuta grave, distribuito circa 120 mila zanzariere e fornito servizi sanitari di base di emergenza a oltre 3 milioni di persone negli Stati nigeriani colpiti da epidemia di colera. La risposta procede nonostante le accresciute preoccupazioni per la sicurezza, un accesso ridotto a causa delle inondazioni e un sistema sanitario fortemente danneggiato; purtroppo, anche in presenza di una mortale epidemia di colera, i servizi idrici e igienico-sanitari rimangono gravemente sotto finanziati.

di Sebastiano Lo Monaco

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