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L’emigrazione svuota il Sud Italia, ma non importa a nessuno

Redazione on 26 febbraio 2019 - 11:53 in Attualità, Primo Piano

Emigrazione – Il fenomeno dei flussi migratori è uno dei punti problematici che più sta a cuore all’attuale governo populista italiano. Sin dalla primissima campagna elettorale, abbiamo assistito a proclami carichi di una bramosia di ordine e sicurezza sociale esclusivamente riferita al fenomeno dell’immigrazione nel nostro Paese.

emigrazione-sud-italiaIl riferimento è alla Lega di Salvini e all’accondiscendente atteggiamento tenuto dal M5S nello svolgersi fin qui di un’attività di Governo che ha svelato una preoccupante unità d’intenti sul tema immigrazione.

Capitan Salvini è stato salvato dalla base del Movimento, che, tramite la provvidenziale piattaforma Rousseau, lo ha sottratto dalle grinfie di quei felloni del tribunale dei ministri di Catania, i quali accusavano il pirata padano di aver sequestrato un carico di migranti, tenendoli a mollo nello Ionio a bordo di una nave della nostra Marina Militare.

Si chiudono i porti e si spalanca la paura nell’animo di quella sempre più ampia fetta di elettorato, dominata dalla convinzione che i problemi dell’italico declino siano dovuti all’ingresso indiscriminato nel nostro territorio di una torma di disperati che scappano da guerre, carestie e miseria. Il Corsaro Verde vuol fare dell’Italia la sua personale Tortuga, una fortezza di fierezza sovranista, inattaccabile ed inaccessibile.

Ci si blinda in entrata, ma per l’emorragia che sta svuotando il Paese, soprattutto al Sud, non si prospettano misure strutturate e lungimiranti, se non quel reddito di cittadinanza, tanto sbandierato ed agognato, che non andrà al di là di una mera misura assistenzialistica e che in nessun modo arginerà un problema occupazionale cronico.

Secondo il Rapporto Svimez 2018, quasi due milioni di meridionali negli ultimi sedici anni hanno lasciato la propria terra per andare alla ricerca di un’occupazione stabile. Inoltre, tra il 2010 ed il 2018, le famiglie del sud dove tutti i componenti sono disoccupati è addirittura raddoppiato e le stime di crescita del Pil prospettano una sostanziale immobilità su base regionale. A questi dati si aggiunga anche un decremento demografico senza precedenti e la procedura di desertificazione del Mezzogiorno può considerarsi in fase più che avanzata.

Secondo il ministro dell’Istruzione Bussetti è solo questione di rimboccarsi le maniche e lavorare di più, senza attendersi fondi o misure di sviluppo concrete. Al Sud siamo solo degli sfaticati che non fanno altro che attendere la classica manna dal cielo e allora è giusto che cali la mannaia di una discriminazione atavica e mai sopita, con buona pace di un bacino elettorale, quello del Sud appunto, che per quelli di Pontida si sta rivelando un vero e proprio Eldorado.

Prima gli italiani, dunque, ma nella visione distorta di chi attualmente governa, c’è chi è molto più italiano di altri.

di Massimo Caruso

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