Elezioni Brasile, si decide al ballottaggio

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di Salvo Ardizzone

Dilma Rousseff del Partito dei Lavoratori e Aecio Neves del Partito Socialdemocratico Brasiliano (che, malgrado il nome, è una formazione di destra), andranno al ballottaggio del 26 ottobre per l’elezione alla Presidenza del Brasile; è la quarta volta consecutiva che i due partiti si contendono così la carica. 

Rousseff, la Presidentessa in carica, dopo essere stata a lungo in difficoltà, nelle ultime settimane è riuscita a far dimenticare la disastrosa organizzazione dei mondiali (con il relativo strascico di scandali per le spese fuori controllo) e soprattutto il vistoso rallentamento dell’economia, chiudendo la prima tornata elettorale in testa, con un 41,5%. Aecio Neves, superando le previsioni dei sondaggi, ha segnato un 33,6%, assicurandosi il posto di sfidante al ballottaggio; la sua è stata una rincorsa che ha visto crescere i suoi consensi soprattutto nelle ultime settimane.

Esce di scena la quantomeno controversa Marina Silva, che s’è fermata al 21,3%; entrata in lizza dopo la scomparsa improvvisa di Eduardo Campos, lo sfidante più accreditato morto ad agosto in un incidente aereo, aveva avuto un exploit iniziale che nei sondaggi l’aveva portata a superare addirittura la Rousseff. Nelle ultime settimane, però, i suoi consensi erano calati vistosamente di pari passo all’emergere di posizioni contraddittorie e opache, finendo per essere sorpassata da Aecio, registrando una vistosa sconfitta personale. 

Ora si giocherà tutto nelle prossime tre settimane; la Presidentessa, malgrado i molti errori e l’appannamento della sua Amministrazione per i troppi scandali e l’incapacità di far ripartire il Paese, gode del pieno appoggio dell’ex presidente Lula e dell’apparato del suo partito; dopo i risultati ha dichiarato che una volta riconfermata intende continuare sulla medesima strada, che, per la verità, ha mostrato scarsa efficienza ed incisività. Aecio Neves, da parte sua, guarda ai voti ormai in libertà di Marina Silva e ha dichiarato di “essere aperto a eventuali alleanza per condividere la sua piattaforma”.

Come detto, il 26 ottobre ci sarà la sfida finale che potrà ribaltare il risultato del primo turno se gli elettori di Marina Silva dovessero decidere di punire a prescindere le troppe defaillance della Rousseff; di questo, nei flussi elettorali esaminati, se n’è già vista traccia significativa.

Nella tornata elettorale erano in ballo anche i 26 Governatori degli Stati, 513 deputati nazionali, 1069 deputati federali e 27 senatori.

Ci occuperemo ancora di queste elezioni e della prossima, che cadono in un momento cruciale per gli equilibri non solo del Sud America, ma di vasta parte del mondo. Il Brasile, per la sua stazza e le sue potenzialità, potrebbe essere un attore di prima grandezza, capace di contrastare con efficacia i disegni di egemonia sull’area di potenze esterne (leggi Usa) sia in campo economico che politico, se riuscisse a consolidare una stabile via di sviluppo.              

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