Egitto. L’esercito distrugge centinaia di tunnel della “sopravvivenza”

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di Giovanni Sorbello

L’esercito egiziano ha chiuso tutte le gallerie nella regione di Arish, una zona conosciuta per il trasporto di merci e materie prime tra l’Egitto e Gaza.

Circa 250 gallerie sono state demolite finora, riferisce una fonte militare nel nord del Sinai.

Mercoledì scorso, le truppe di stanza nella zona di frontiera di Rafah hanno sequestrato 70mila litri di benzina e diesel, pronti per essere trasferiti nella Striscia di Gaza attraverso i tunnel della “sopravvivenza”.

Questo sequestro è stato il più grande del suo genere dall’inizio della campagna militare per demolire le gallerie, lo riferisce il quotidiano egiziano Al-Masry Al-Youm.

L’ultima operazione militare per distruggere i tunnel ha avuto inizio dopo l’uccisione di sedici soldati egiziani in un posto di blocco la scorsa estate, da parte di uomini armati non identificati.

L’esercito è attualmente in stato di massima allerta per evitare atti ostili contro le forze di sicurezza che partecipano all’operazione di demolizione delle gallerie.

Queste “sospette” operazioni di sicurezza lungo i propri confini, portate avanti dall’esercito egiziano, si trasformano in micidiali operazioni contro la “sopravvivenza” del popolo di Gaza, affamato da diversi anni di embargo totale attuato dalla più grande potenza “democratica” del medio oriente.

Passa il tempo, cambiano i presidenti, ma l’Egitto prosegue sempre sulla sottile e ambigua linea tra sicurezza e complicità.

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