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Edoardo Agnelli, un giallo troppo complicato

Redazione on 31 gennaio 2016 - 09:33 in Cronaca, Cultura

Teheran, Cimitero dei Martiri: lapide in memoria del martire Edoardo Mahdi Agnelli

a cura di Mauro Valentini

Il mistero di Edoardo Agnelli nel libro di Giuseppe Puppo per raccontare una morte ancora con troppe ombre, omissioni e censure più o meno velate.

Giuseppe Puppo è un giornalista leccese di nascita ma torinese d’adozione. È nella città della Fiat che infatti ha collaborato con molti quotidiani, occupandosi di politica, di cronaca e di costume. Il caso della morte misteriosa di Edoardo Agnelli, avvenuta il 15 novembre del 2000 lo ha interessato da subito, affascinandolo nei suoi aspetti più intricati perché aldilà delle versioni di facciata, quel volo dal cavalcavia dell’autostrada dal viadotto “Franco Romano” della Torino-Savona, catalogato come suicidio, non lo ha mai convinto. E tra mille peripezie, omissioni e censure più o meno velate, Puppo nel 2009 pubblica la sua prima inchiesta sul caso, dal titolo inequivocabile “Ottanta metri di mistero”. Un libro che ha avuto un eco mediatico enorme, riferendo con chiarezza le tante incongruenze di questa storia.

“Un giallo troppo complicato” (edizioni Tabula Fati) è la naturale prosecuzione di quel primo libro sulla sorte del più geniale ed originale rampollo della famiglia più potente d’Italia. Puppo narra dei nuovi sviluppi e delle verità che piano piano si affacciano di fronte a coloro che vogliono vedere. Ed anche delle reazioni a volte sopra le righe che il suo libro sei anni fa ha generato.

Edoardo Agnelli, lungi dall’essere una persona stravagante o depressa come era dipinto, in realtà era lucido e determinato nella convinzione che un mondo migliore sarebbe stato possibile, e nel libro il quadro dell’“Edoardo-pensiero” è dettagliato, andando oltre le incongruenze investigative che sarebbe ancora opportuno approfondire.

Perché i dubbi che Puppo scopre da sotto il tappeto rassicurante di quella versione ufficiale sono tanti e la versione del suicidio fa acqua da tutte le parti. Perché, per dirla con le parole dell’autore: «Da quando Ottanta metri di mistero è uscito sono accadute tante cose, che meritano di essere raccontate in quello che vuol essere un’individuazione più efficace e profonda dei tanti aspetti connessi al caso di Edoardo Agnelli in un momento in cui particolari inquietanti sono venuti alla luce».

Fonte: cronacaedossier.it

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