Decreto Salvini: restrizioni su accoglienza e terrorismo

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Il Decreto Salvini, autonominato così dal ministro dell’Interno, è stato approvato lunedì 24 Settembre; il decreto altro non è che l’unione dei due decreti originari su sicurezza ed immigrazione voluti da Matteo Salvini.

Decreto-SalviniDa questa unione di intenti si dovrebbe avere una stretta sul fronte dell’immigrazione, sul fronte della sicurezza interna e dell’antiterrorismo: a farla da padrona due annunci che hanno il sapore della propaganda, quelli sull’abrogazione del permesso di soggiorno per motivi umanitari e la restrizione sul noleggio furgoni, ma non di solo questo è composto il decreto appena approvato.

Sul tema dell’immigrazione, bandiera elettorale del ministro leghista, si introduce il raddoppio dei tempi di intrattenimento previsti nei centri di permanenza per il rimpatrio che passano dagli attuali 90 ai 180; vi è inoltre l’abrogazione dei permessi di soggiorno per motivi umanitari che verranno sostituti da quelli per meriti civili, per cure mediche oppure per calamità naturali se nel Paese di provenienza vive tale situazione. “La protezione umanitaria viene normata con sei specifiche, non ci sarà più la libera interpretazione del singolo, ha spiegato Salvini. Per i richiedenti asilo la sospensione della domanda è prevista in caso di pericolosità sociale o in caso di condanna in primo grado. Quanto agli Sprar continueranno ad esistere, ma “limitatamente ai richiedenti di protezione umanitaria e ai minori accompagnati”.

Nel Dl Salvini è inoltre previsto l’ampliamento dei reati che possono comportare la revoca del permesso di rifugiato: violenza sessuale, spaccio, violenza ed oltraggio a pubblico ufficiale comporteranno la revoca del permesso e della protezione prevista dalla Costituzione italiana. Da segnalare che le spese processuali non saranno più a carico dello Stato e il patrocinio gratuito cesserà se il ricorso è dichiarato inammissibile.

Sul settore della sicurezza e sulla prevenzione del terrorismo il Decreto prevede una stretta sul noleggio dei furgoni che potrebbero essere utilizzati per attentati terroristici; vi è inoltre un Daspo per coloro che sono sospettati di avere a che fare con il terrorismo internazionale, mentre per gli stranieri considerati una minaccia per la sicurezza nazionale scatterà la revoca della cittadinanza. Sul versante della mafia il Decreto Salvini amplia gli organici dell’agenzia nazionale per i beni confiscati alle mafie, vi è inoltre la possibilità per la Polizia Locale di accedere alla banca dati interforze delle forze di polizia.

Già in vigore, nel Decreto Salvini è presente la sperimentazione di armi ad impulsi elettrici (taser), ma a poterli utilizzare saranno anche gli agenti della polizia municipale dei comuni con più di 100mila abitanti. Durante la presentazione alla stampa, il ministro dell’Interno non si è risparmiato dalle sparate propagandistiche alla quale è ormai avvezzo; “l’obiettivo del governo” ha affermato Salvini, “è quello di chiudere tutti i campi rom presenti in Italia entro la legislatura”, un’esternazione che potrebbe fare il paio con quella che prevedeva il rimpatrio forzato di tutti i clandestini presenti in Italia, evenienza che è stata poi contraddetta alla prova dei fatti e smentita dallo stesso ministro per impraticabilità.

Il Decreto è stato approvato dal Cdm all’unanimità e modifica la normativa in materia dell’accoglienza dei profughi abolendo il permesso umanitario. Introduce nuove misure sulla cittadinanza e la permanenza nei centri di prima accoglienza. Dà una stretta alle leggi antiterrorismo estendendo il Daspo sportivo anche ai sospetti terroristi. Toglie la cittadinanza in caso di condanna definitiva per terrorismo e concede maggiori poteri ai Comuni. Per quanto riguarda la lotta alla corruzione, tema caro al M5S e di fondamentale importanza per l’Italia, non è chiaro se il Daspo sarà applicato senza attendere il terzo grado di giudizio, cosa che sfiorerebbe l’incostituzionalità in quanto per dichiarare qualcuno colpevole sono necessari i tre gradi di giudizio ed è qui che è intervenuto Giuseppe Conte, il premier ha tenuto a precisare che il Decreto Salvini risponde ad un quadro di assoluta garanzia per i diritti e delle convenzioni internazionali che vede l’Italia in prima fila nel rispetto di essi.

Per quanto riguarda il sistema Sprar, secondo il ministro dell’Interno, il sistema godrà di maggior attenzione ed esisterà solo per i minori non accompagnati, assicurando che amministratori locali e profughi che si trovano nel giusto non hanno nulla da temere da tale provvedimento. Come sempre accade in un gioco delle parti le opposizioni si sono schierate compatte contro il decreto Salvini; Monica Cirinnà, Maurizio Martina, Giuseppe Civati, Emanuele Fiano si sono detti delusi e preoccupati in quanto aumenteranno i clandestini e l’insicurezza, ma a destare maggiore preoccupazione è la sospensione della richiesta d’asilo che secondo Emanuele Fano “produrrà sicure eccezioni di costituzionalità che mettono al rischio il sistema della certezza a proposito dei diritti umani”. Cosa succederà in effetti lo si vedrà con il tempo.

di Sebastiano Lo Monaco

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