Dal Sudafrica una condanna ai crimini di Al-Sisi

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di Carolina Ambrosio

E’ difficile dimenticare le parole incoraggianti di Renzi riguardo ad Al-Sisi, il quale è visto come un perfetto governatore in stile “occidentale”. Tuttavia con un passato da generale dell’esercito egiziano, Abdel Fattah el-Sisi sta attuando una serie di politiche sempre più repressive rigettando nuovamente l’Egitto in un clima autocratico. Insomma, le cose non sono poi cambiate tanto dall’era Mubarak.

Le prigioni egiziane sono ormai stracolme di “dissidenti” egiziani e non incarcerati senza regolare processo e, molto spesso, sottoposti a sevizie e torture. E’ di poche settimane fa la notizia dell’uccisione di alcune centinaia di militanti dei Fratelli Musulmani. Il fatto stesso che la maggior parte della stampa egiziana omettesse completamente la notizia o ne parlasse solo superficialmente, fa ben intuire che tipo di regime è quello di Al-Sisi.

In virtù di ciò un’associazione di avvocati in Sudafrica ha ufficialmente richiesto l’arresto del presidente Egiziano per l’inasprimento delle violenze sui manifestanti e i dissidenti politici fin della sua ascesa al potere nel luglio del 2013 a seguito della cacciata del presidente Morsi, attualmente imprigionato e condannato a morte.

“Abbiamo prove schiaccianti che dimostrano che il presidente Al-Sisi ha perpetuato crimini di guerra e crimini contro l’umanità dal golpe in Egitto”, ha dichiarato un membro dell’associazione degli avvocati musulmani sudafricani (Mla). L’associazione si persino mostrata convinta e sicura che le autorità sudafricane possono arrestare, aprire le indagini e processare il presidente quando, venerdì prossimo, atterrerà a Johannesburg per il 25esimo summit dell’Unione Africana.

Oltre alla Mla anche altre associazioni di avvocati hanno fatto sentire la propria voce favorevole all’arresto di Al-Sisi per gli innumerevoli omicidi, atti di tortura contro i Fratelli Musulmani e qualsiasi dissidente politico. Sono crimini universalmente condannati.

Più di 1400 persone sono state uccise negli scontri e altre 22mila sono detenute nelle carceri egiziane. Altre centinaia di persone sono persino state condannate a morte in processi di massa.

La preoccupazione riguardo l’Egitto cresce e Al-Sisi sembra proseguire con le sue misure coercitive senza che nessuno lo fermi. Il presidente egiziano, inoltre, sta mostrando il suo pugno forte anche facendo arrestare, ricordiamolo senza regolare processo, non solo egiziani ma anche giornalisti di altre nazionalità che si uniscono alla voce del dissenso del popolo egiziano.

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