Crisi greca: quando le colpe dei grandi ricadono sui piccoli

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di Chiara Lyn Russo

Pagare interessi su un debito matematicamente insolvibile alla Bce significa prendere atto, anche dai dati forniti dal Presidente greco dell’Unicef, Lambros Kanellopoulos, che in Grecia seicentomila bambini vivono sotto la soglia di povertà, e che il tasso di disoccupazione è salito al 27.4% nel primo trimestre del 2013, raggiungendo il livello più alto dal 1998.

Le politiche di austerità applicate dal governo Samaras su indicazione della Troika servono ad assorbire denaro dalla nazione, senza alcuna considerazione delle conseguenze “umane” dei movimenti finanziari richiesti, lasciando il 10% dei ragazzini greci a rischio fame.

Un’associazione greca per le famiglie in crisi ”Il Sorriso del Bambino” l’anno scorso ha fornito a più di 10mila bambini pasti di base, vestiti e supporto psicologico.

La recessione in Grecia dura da sei anni e l’istituto nazionale di statistica Elstat nei suoi report del 21 maggio annovera 477 suicidi nel 2011 e 377 nel 2010.

La crisi del debito ha costretto i governi europei ad adottare rigide misure di austerità e difficili riforme economiche, che hanno innescato manifestazioni di massa in molti Paesi europei.

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