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Cospirazioni per consegnare Assange agli Usa

Redazione on 3 dicembre 2018 - 02:36 in Attualità, Primo Piano

Il Regno Unito e l’Ecuador cospirano per consegnare Julian Assange alle autorità degli Stati Uniti. Lo ha rivelato un giornalista investigativo, Gareth Porter, che nel suo ultimo articolo del 26 novembre racconta la storia di come l’amministrazione Trump abbia usato la sua influenza sui governi britannico ed ecuadoriano per generare una seria minaccia allo status di Julian Assange nell’ambasciata ecuadoriana a Londra e consegnarlo agli Stati Uniti ed Fbi, che cercano vendetta contro di lui per aver rivelato i loro imbarazzanti segreti.

AssangeGareth Porter è uno storico americano, giornalista investigativo, autore e analista politico specializzato nella politica di sicurezza nazionale degli Stati Uniti, attivo da quattro decenni, autore tra l’altro del libro, Manufactured Crisis, in cui afferma che il programma di energia nucleare dell’Iran è pacifico, sostenendo che le prove ampiamente citate per dimostrare le ambizioni nucleari dell’Iran sono fabbricate da Israele e dagli Stati Uniti.

Gli Stati Uniti cercano vendetta

L’autore dimostra come il cerchio si stia chiudendo pericolosamente intorno ad Assange. L’atteggiamento di Trump verso Assange è profondamente mutato. Se WikiLeaks era stata applaudita durante la campagna elettorale del 2016 per aver diffuso rivelazioni imbarazzanti sulla campagna di Hillary Clinton, tutto è cambiato con la pubblicazione di “Vault7”, un’enorme mole di prove a testimonianza del fatto che le agenzie di intelligence americane detengono strumenti atti sia alla penetrazione informatica, sia all’intercettazione della maggioranza delle comunicazioni che avvengono sulla rete in qualsiasi parte del mondo e perfino di far sembrare che quegli strumenti fossero fatti da un altro servizio di intelligence. Da qui sono partite le azioni contro Assange.            

Gli attacchi del Vicepresidente, Mike Pence, che ha parlato di “traffico di informazioni sulla sicurezza Nazionale” e del direttore della Cia, Mike Pompeo, che ha accusato WikiLeaks di essere “un servizio di intelligence ostile non statale”, mostrando chiaramente che lo stato di sicurezza nazionale degli Stati Uniti intende ottenere una condanna di Assange sotto l’autoritario Espionage Act del 1917. L’azione contro Assange è passata poi all’allora procuratore generale Jeff Sessions: annunciò che arrestare Julian Assange era una “priorità”. Nel frattempo il Dipartimento di Giustizia lavorava a un memorandum che conteneva possibili accuse contro WikiLeaks e Assange, comprese le accuse di aver violato lo Spionaggio. Il 20 ottobre 2017, Pompeo ha raggruppato WikiLeaks insieme ad al-Qaeda e allo Stato islamico, sostenendo che tutti loro “sembrano davvero ottime organizzazioni di intelligence”. Pompeo ha dichiarato: “Stiamo lavorando per abbattere quella minaccia negli Stati Uniti.”   

Pressioni sul governo di Moreno degli Usa e del Regno Unito

La pressione sul governo di Moreno è il secondo punto che mette in evidenza come il governo statunitense “sappia” fare pressioni sul governo del neo eletto in Ecuador, il centrista Lenin Moreno, desideroso peraltro di unirsi al sistema economico neoliberale, rendendo il suo governo molto vulnerabile all’influenza economica e politica americana. La vittoria di Moreno ha portato a termine il mandato di dieci anni del popolare presidente di sinistra Rafael Correa, che aveva concesso asilo politico ad Assange. Sull’Ecuador che aveva già concesso le credenziali diplomatiche ad Assange è intervenuto il Regno Unito sensibile ai desideri degli Stati Uniti, rifiutando le credenziali diplomatiche che sono state di seguito ritirate dal governo ecuadoriano. Le successive visite in Ecuador degli Usa mediante il Sottosegretario di Stato per gli affari politici Thomas A. Shannon Jr. e del vice comandante del Comando Sud degli Stati Uniti, il generale Joseph Di Salvo hanno avuto come effetto la riduzione della libertà di Assange, adducendo come scusa la violazione dell’impegno di non “emettere messaggi che implicavano interferenze nei confronti di altri stati”. I funzionari ecuadoriani hanno interrotto il suo accesso a Internet e imposto un divieto praticamente a tutti i visitatori.

Alla fine di luglio 2018, Moreno, a Madrid, ha confermato di essere stato coinvolto in negoziati con il governo del Regno Unito sulla questione dello status di Assange. Glenn Greenwald di Intercept ha riferito che una fonte vicina al ministero degli esteri ecuadoriano e l’ufficio del presidente avevano avvertito in privato che le due amministrazioni erano vicine a un accordo che avrebbe consegnato Assange al governo britannico.

La storia inventata della trama segreta del Cremlino per “contrabbandare” Assange

Nel frattempo veniva opportunamente divulgata la storia di una trama segreta, divulgata da giornali britannici, il piano della Russia per aiutare Julian Assange a fuggire dal Regno Unito, un complotto escogitato per “contrabbandare” il fondatore di WikiLeaks fuori dall’ambasciata in un’auto diplomatica. Sulla dimostrazione che la storia sia stata un’evidente invenzione costruita per tirare in ballo anche il Cremlino costituisce il terzo punto trattato da Gareth Porter. Un altro tassello messo a punto dal Regno Unito e dall’Ecuador atto a giustificare una possibile mossa per consegnare Assange alle tenere premure della Cia e dell’Fbi, procedura usuale degli Stati Uniti che si servono di altri per fare il lavoro sporco.

di Cristina Amoroso

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