/ Europa / Corbyn convince perché non scorda le radici del Labour

Corbyn convince perché non scorda le radici del Labour

Salvo Ardizzone on 2 ottobre 2017 - 04:52 in Europa, Primo Piano

Mercoledì, al congresso del Labour che si è tenuto a Brighton, Jeremy Corbyn ha ottenuto l’entusiastica approvazione di un programma in antitesi con i dogmi della globalizzazione e del neoliberismo. Un partito finalmente unito ha definitivamente archiviato il “new Labour” di Tony Blair e dei suoi ultimi nostalgici, ed ha gettato la sfida ai Conservatori, oggi più che mai divisi e in crisi.

Corbyn ha rivendicato dal palco che l’attuale Labour è il “mainstream” perché la politica si è spostata a sinistra; le ragioni di questa mutazione stanno nelle conseguenze della crisi che ha distrutto la classe media e precipitato nel disagio ampie fasce della popolazione, decretando il definitivo fallimento dello sciagurato modello inaugurato da Margaret Thatcher.

È una voglia di sinistra, delle sue radici, della lotta contro le diseguaglianze e gli effetti perversi del capitalismo liberista, di critica all’imperialismo e di affermazione della libertà dei popoli a spingere sempre più in alto i consensi per il Labour, che tutti i sondaggi danno ora largamente in testa proprio grazie alla cura di Corbyn, che ha messo ai margini gli eredi di Blair e le loro politiche neoliberiste.

Ma la festa di Brighton, la celebrazione entusiastica d’un popolo di sinistra che ha ritrovato i suoi riferimenti ed è stato portato sulla soglia di Downing Street da un leader coerente e credibile, è un’eccezione nel panorama della Sinistra europea, quantomeno dei partiti che appartengono alla tradizione socialista che attraversano ovunque una crisi drammatica.

In Francia i socialisti sono praticamente spariti, in Germania sono giunti al loro minimo storico e lo stesso in Spagna, solo per citare alcuni casi, altrove non va meglio; la motivazione sta tutta nelle conseguenze della Grande Crisi che ha scosso le fondamenta delle società. I partiti socialdemocratici ne sono stati travolti per la semplice ragione che hanno rifiutato la loro funzione storica; inseguendo improbabili politiche infarcite di neoliberismo, hanno abbandonato operai, contadini e tutti i perdenti della globalizzazione, i “fergottenmen” che, provati di riferimenti, si sono rivolti alle rozze sirene dei populismi.

La comprova che esiste comunque una forte voglia di sinistra è data dalla forte affermazione di Melanchon in Francia, che ha creato dal nulla un movimento, “La France Insoumise”, che ha ottenuto quasi il 20% dei consensi, o dal rafforzarsi della Linke in Germania, mentre i socialdemocratici crollavano, o, come detto, dal successo di Corbyn, che ha preso un Labour ridotto ai minimi e lo ha portato a un passo della vittoria, ed ora giudicato da tutti vincente.

Gli esempi potrebbero continuare, ma è un fatto che dove le formazioni di sinistra non dimenticano le proprie radici e assumono posizioni di netta rottura con un sistema liberista che ha mostrato tutte le sue crepe e contraddizioni, là si affermano. E non solo: quanto più le formazioni di sinistra si rifanno al proprio sistema di valori e alla propria ragion d’essere, quanto più sbarrano la strada con successo ai populismi e alle loro mistificazioni fatte di slogan privi di contenuti.

Corbyn è stato premiato perché è stato coerente ed è dunque credibile nell’affermare una ricetta che si rifà alle radici del Labour e della Sinistra in generale. Agli occhi degli elettori disillusi da troppi voltafaccia, la sua storia è la garanzia contro cedimenti o subalternità ai dogmi imperanti del neoliberismo, quelli che ingrassano pochi a spese di tutti gli altri chiamando questo modernità.

L’affermazione politica di Corbyn è l’occasione per due riflessioni conclusive: c’è tutto lo spazio per una battaglia contro il neoliberismo e i suoi effetti nefasti e l’imperialismo di cui è strumento; una proposta politica matura e articolata, che abbia sistemi di valori coerenti e alternativi al sistema attuale, non solo può contrapporsi ad esso con successo, ma impedirebbe anche la truffa dei populismi, sterili sfogatoi funzionali al sistema, che usano la rabbia dei tanti per edificare il piedistallo di pochi.

Corbyn, che un sistema di valori ce l’ha e lo rivendica insieme alle sue radici, l’ha compreso ed è per questo che convince e miete consensi crescenti.

di Salvo Ardizzone

0 POST COMMENT

Send Us A Message Here

IlFaroSulMondo.it usa i cookies, anche di terze parti. Ti invitiamo a dare il consenso così da proseguire al meglio con una navigazione ottimizzata. maggiori informazioni

Le attuali impostazioni permettono l'utilizzo dei cookies al fine di fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Se continui ad utilizzare questo sito web senza cambiare le tue impostazioni dei cookies o cliccando "OK, accetto" nel banner in basso ne acconsenterai l'utilizzo.

Chiudi