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Cooperazione petrolifera tra Iran e Giappone

Redazione on 5 dicembre 2016 - 03:11 in Asia, Primo Piano

E’ del 4 dicembre 2016, la firma tra Iran e Giappone per la cooperazione petrolifera. Il documento firmato a Teheran, comporta la fornitura petrolchimica dal valore economico di 320 milioni di euro. L’iraniana Persian Gulf Petrochemical Industries Company ha firmato l’accordo con la giapponese Itochu Corporation. L’accordo è stato raggiunto nella serata di sabato 3 dicembre.

IranQuesta cooperazione petrolifera tra Iran e Giappone è di fondamentale importanza per entrambe le nazioni. L’Iran ha una capacità produttiva annua, corrispondente a 63 milioni di tonnellate di prodotti petrolchimici. La firma del trattato avviene nell’orizzonte della programmazione, pensata dalla Repubblica islamica, per arrivare alla produzione di 130 milioni di tonnellate entro la prossima decade.

Fonti ufficiali di Teheran affermano che, l’Iran dovrebbe assorbire da questa cooperazione petrolifera da 50 a 70 miliardi di dollari che dovrebbero servire per completare i progetti in corso. La lettera firmata il 3 dicembre, che sancisce la partnership tra le due agenzie petrolifere, porta la firma di Nejad-Salim, Ad della Pgpic e del vice presidente Nakamura, della Itochu.

A margine della cerimonia ci sono state le dichiarazioni di Nejad Salim. La cooperazione tra Iran e Giappone e la presenza sul territorio iraniano della Itochu, ha affermato l’Ad, viene vista con molto favore dall’amministrazione iraniana, che si augura una proficua collaborazione tra le due agenzie petrolifere.

Nakamura, si è detto pronto a collaborare con l’Iran e con l’amministrazione iraniana. Il vicepresidente della Itochu non si è limitato a dimostrarsi fiducioso per la futura collaborazione ma ha anche lodato l’attività del mercato petrolchimico dell’Iran e la capacità di esso nella produzione di politilene e dell’interesse che ha l’Itochu nella collaborazione per la formazione di esso.

Passi importanti in quello che è il riposizionamento dei blocchi mediorentali e asiatici in vista delle nuove dinamiche politiche che si stanno delineando.

di Sebastiano Lo Monaco

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