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Cipro: iniziati i colloqui finali per la pace

Salvo Ardizzone on 10 gennaio 2017 - 04:46 in Europa, Primo Piano

Lunedì si è aperta a Ginevra la fase finale dei negoziati per la pace a Cipro, una trattativa che dura da 18 mesi per porre fine alla divisione dell’isola che dura ormai da 43 anni. È dal 1974 che Cipro è spaccata in due dalla “Linea Verde”, l’area demilitarizzata voluta dall’Onu lungo la linea del cessate il fuoco dopo l’intervento della Turchia, che separa la Repubblica di Cipro dalla Repubblica Turca di Cipro Nord, l’entità voluta da Ankara e solo da essa riconosciuta.

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Da un anno e mezzo sono in corso trattative fra il presidente greco-cipriota Anastasiades e quello turco-cipriota Akingi, le prime a svolgersi direttamente fra le due parti. I problemi sul tappeto della riunificazione sono enormi: dai risarcimenti per i ciprioti (soprattutto greci) costretti a fuggire dalle proprie case, al problema delle terre occupate dai coloni turchi inviati da Ankara; dal sistema di governo a quello finanziario (la Repubblica di Cipro fa parte della Ue).

Secondo indiscrezioni, la maggior parte dei problemi sarebbero stati risolti, ma restano sul tappeto quelli più spinosi: la questione della sicurezza e la presenza dei militari turchi, considerata irrinunciabile dai turco-ciprioti. Le tre potenze garanti dei colloqui, Grecia, Turchia e Inghilterra, hanno preferito non presenziare all’ultima fase dei delicati colloqui, riservandosi d’intervenire alla conferenza multilaterale fissata per il 12 gennaio, che dovrebbe sancire l’accordo.

Negli ambienti diplomatici è tuttavia chiaro che nel raggiungimento di un’intesa, più che le ragioni degli 800mila greco-ciprioti e dei 220mila turco-ciprioti, peseranno gli enormi interessi in gioco, che riguardano la valorizzazione delle risorse energetiche (soprattutto gas) presenti nel Mediterraneo Orientale, e gli equilibri nel riassetto complessivo del Medio Oriente attualmente in corso.

È comune convinzione che nella fase finale delle trattative, dietro il paravento della fine di una situazione ormai nei fatti insostenibile, che spezza in due una piccola isola, peseranno ragioni ben più grandi, e che le oggettive difficoltà dei negoziati saranno usate strumentalmente per dare vantaggi alle parti e chi vi sta dietro.

Come che sia, a meno di colpi di scena sempre possibili, a giorni dovrebbe concludersi una vicenda annosa; resta da vedere come si posizionerà Cipro (o meglio, verrà posizionata dagli interessi colossali che sono in gioco) in un’area che è snodo cruciale fra Turchia, Israele, Siria e la crescente influenza russa.

Ultima notazione: la Ue, di cui la Repubblica di Cipro è membro, in tutta la vicenda ha spiccato solo per la sua consueta inconcludenza, e la delegazione guidata da Jucker, attesa a Ginevra per giovedì, avrà solo un ruolo coreografico. Come sempre.

di Salvo Ardizzone

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