Castello di Sammezzano, un gioiello condannato alla rovina

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Il castello di Sammezzano, un edificio unico nel suo genere che unisce differenti architetture, stucchi, stanze e soffitti di pregiata fattura, rischia di andare definitivamente perduto grazie alle pastoie burocratiche italiane e al menefreghismo della politica.

Il castello di Sammezzano si trova in Toscana; una struttura che sta morendo non perché incurabile, ma perché si trova in Italia. Il mondo intero può solo invidiare questa costruzione di bellezza straordinaria e la sciatteria italiana lo sta abbandonando a una rovina lenta e inesorabile. Per tentare di fare qualcosa sono nati gruppi di volontariato, come il gruppo “Save Sammarzano” che ha cercato di coinvolgere la stampa, i parlamentari e chiunque possa salvarlo.

Purtroppo all’interno della costruzione i muri sono già scrostati, vi sono forti infiltrazioni d’acqua ed è diventato dimora abituale di topi e uccelli.  Eppure pochi mesi fa il castello di Sammezzano, grazie a migliaia di voti ricevuti, è perfino stato eletto al primo posto dei Luoghi del Cuore del Fai, aggiudicandosi 50mila euro per i lavori di riqualificazione. Soldi oggi fermi al palo, inutilizzati perché non c’è una proprietà a cui indirizzarli. Uno stallo infinito e una ricerca perenne d’un compratore che possa rimettere le cose a posto.

Nel maggio 2017 gli arabi della Helitrope Limited, con sede a Dubai, s’aggiudicarono il castello depositando un primo assegno da 1,5 milioni. L’altra società interessata però, la Kairos Srl (creditrice della precedente proprietà) fece ricorso per irregolarità e il Tribunale di Firenze lo accolse annullando l’assegnazione all’Helitrope. A questo punto la situazione, che sembrava arrivata ad una svolta, si è bloccata del tutto; per di più senza poter usare neppure i fondi del Fai.

Eppure il castello di Sammazzano non si trova in luogo sperduto; a meno di mezzo chilometro è nato un outlet dove arrivano 4 milioni di persone l’anno, gente che chiede inutilmente di visitare l’edificio abbandonato; che pagherebbe per farlo, creando i fondi necessari a mantenerlo.

La conservazione di questo castello del Seicento, la cui sala dei Pavoni ha uno dei dieci soffitti più belli del mondo secondo una classifica della Bbc, è dunque ora nelle mani della speranza, nel più classico stile italiano.

Quanto a ricchezze, bellezze architettoniche e culturali, l’Italia è prima al mondo, si sa, ma è un primato che gli italiani dimostrano ogni giorno di non meritare. E non si ripeta l’idiota giustificazione che “con la cultura non si mangia”, è una colossale idiozia degna di chi l’ha pronunciata.

Con la cultura, anzi, con assai meno tesori, altrove si mangia, eccome! Basta saperle promuovere ed organizzare le cose, per attirare quella gente che le bellezze le ricerca e le comprende. Non è utopia, è il mondo intero che ce lo dimostra.

Ma figurarsi, in Italia si oscilla fra mandare bellezze e monumenti alla malora (praticamente la norma) e mummificarli (la dissennata ricetta di chi s’illude di difenderli così) senza fermarsi mai su una fruizione sostenibile di ciò che si offre per essere ammirato per quello che è. Uno sterminato patrimonio culturale che ricchezza ne potrebbe dare, tanta. E invece eccolo lì a sbriciolarsi.

La verità è che manca la cultura a questa società cialtrona e manca una politica degna del nome; con questi presupposti, purtroppo, c’è da prepararsi a dare l’addio al castello di Sammazzano e ai tanti luoghi simili d’Italia, con un triste saluto alla cultura e alla ricchezza (in tutti i sensi) che potrebbero produrre per il Paese.

di Sebastiano Lo Monaco

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