Elezioni in Italia, un terremoto scuote il Paese

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Le elezioni italiane più caotiche degli ultimi anni hanno scatenato un terremoto di portata clamorosa.

Stando alle proiezioni sul Senato, la Sinistra, tutta, in ogni sua declinazione, esce polverizzata grazie a una nomenclatura inetta ed autoreferenziale, incapace di formulare proposte concrete ed occupata solo in beghe incomprensibili per la gente.

La Destra vede Berlusconi umiliato da Salvini, è la Lega ad essere il primo partito; vengono brutalmente archiviati i sogni d’egemonia dell’ex Cavaliere e gli accordi sottobanco con Renzi a lungo accarezzati. Stravincono i 5 Stelle in formato “governativo”, che hanno intercettato la voglia di cambiamento; al Centro Sud per loro è un trionfo.

Il caos che ha accompagnato queste elezioni, fra schede errate, confusione, disguidi, causati in larga parte dal “Rosatellum”, il peggiore dei sistemi elettorali, non permette ancora di determinare i seggi – passeranno ancora molte, molte ore – ma il segnale che proviene dalle urne è inequivocabile.

È un intero Sistema che si è suicidato, l’elettorato si è rivoltato contro un establishment ignobile, incapace di dare risposte al disagio sociale ed economico dilagante, chiedendo un cambiamento come che sia.

Le valutazioni potranno essere fatte quando si conosceranno i risultati finali partoriti da questa assurda legge elettorale, ma è un fatto che i calcoli di chi contava di continuare a galleggiare (Renzi & c.) o di tornare alla grande sulla scena (Berlusconi e la sua corte) sono saltati.

È la prima volta che in Europa alle elezioni stravincono i partiti dichiaratamente populisti, insieme 5 Stelle e Lega sono almeno al 50%. A prescindere da ciò che faranno realmente queste forze, archiviati i proclami elettorali, gli elettori che le hanno scelte, nel deserto di alternative credibili, hanno voluto dare uno schiaffo ad anni di austerità ottuse, a euroburocrati, a lobby, a un ceto politico sordo ed egoista.

È stato un atto di fede oltre che di rabbia, anche se la corsa al doppiopetto, all’accreditamento presso tutti i poteri forti da Londra, a Bruxelles, a Washington, fa dubitare, tanto, sulla volontà di effettivo cambiamento di queste forze. Ma tant’è.

Adesso si aprono scenari inediti, e molto ci sarebbe da dire sulla credibilità e sulla preparazione di chi si è trovato proiettato sulla scena da queste elezioni (Di Maio e Salvini), ma gli elettori hanno voluto dar loro credito pur di dare il benservito a una classe politica ignobile.

di Salvo Ardizzone

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