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Campi profughi palestinesi, polveriere pronte ad esplodere

Redazione on 26 ottobre 2017 - 04:45 in Palestina, Primo Piano
Comandante Munir Makdah

Comandante Munir Makdah

Le guerre e le tensioni che stanno sconvolgendo e ridisegnando il Medio Oriente, non risparmiano di certo i campi profughi palestinesi in Libano, da sempre al centro delle tensioni regionali. Giorni fa, le Forze di Sicurezza Generale libanesi hanno arrestato nel campo profughi palestinese di Ain al-Hilweh, a sud di Sidone, diversi membri del gruppo terroristico dell’Isil.

Il gruppo aveva in programma di colpire anche i posti di blocco dell’esercito libanese con attentatori suicidi. Gli arrestati hanno ammesso di aver incontrato i capi dell’Isil a Raqqa, roccaforte siriana del gruppo. Nei programmi del gruppo terroristico rientrava anche la formazione di una rete di cellule da infiltrare nei campi profughi palestinesi di Mar Elias, Burj el-Barajneh, Sabra e Chatila.

A conferma della tensione che vive all’interno dei campi profughi palestinesi, l’alto funzionario di Fatah, Munir Makdah, storico e carismatico leader militare di Ain al-Hilweh, il più grande e turbolento campo profughi palestinese del Libano, ha dichiarato giorni fa nel corso di un’intervista rilasciata all’agenzia palestinese Ma’an, che i gruppi terroristici hanno il controllo di alcuni distretti del campo, a seguito dei recenti combattimenti tra gruppi armati.

Makdah ha dichiarato che le violenze dei miliziani hanno causato lo sfollamento di molte famiglie nella vicina città di Sidone, e provocato danni agli edifici per oltre un milione di dollari.

Questi gruppi – continua il leader di Fatah – non rappresentano un pericolo reale, perché non godono di una rete di sostegno all’interno del campo. La lotta contro questi terroristi è resa più difficile a causa dell’alta densità di popolazione dei quartieri in cui questi criminali si nascondono.

“Quello che sta accadendo rispecchia lo stato delle cose nel Paese. Essi mirano a distruggere il campo e costringere i rifugiati palestinesi a lasciare il Libano, così come è accaduto ai palestinesi del campo profughi di Yarmouk, a sud di Damasco”, ha dichiarato Munir Makdah. “C’è un piano israelo-americano attraverso gruppi interni ed esterni teso a destabilizzare il campo”, ha affermato il leader palestinese.

Makdah ha riferito che più di 100mila rifugiati vivono nel campo, ammassati in meno di due chilometri quadrati, anche se per l’agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi, Unrwa, gli abitanti del campo sono circa 61mila. Negli ultimi anni la popolazione del campo è aumentata con l’arrivo di diverse migliaia di siriani in fuga dal loro Paese. Oltre alla situazione molto delicata della sicurezza di Ain al-Hilweh, il campo soffre di un allarmante livello di povertà e di un alto tasso di disoccupazione.

di Giovanni Sorbello

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