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Accordo sul bilancio militare Usa, le lobby festeggiano

Salvo Ardizzone on 10 febbraio 2018 - 05:40 in Attualità, Primo Piano

L’accordo sul bilancio militare Usa raggiunto in Senato, è una vittoria per Pentagono e lobby dell’industria militare. L’intesa raggiunta spazza via per due anni il pericolo della “sequestration” (il taglio automatico degli stanziamenti), che impediva alla Difesa una programmazione pluriennale, e alza di circa 100 Mld il già vertiginoso budget militare degli Stati Uniti per il 2018 rispetto al 2017, e di altri 15 per il 2019. Si tratta del più ingente incremento dalla guerra in Iraq del 2003.

Una lettura superficiale attribuirebbe la vittoria a Trump, che si era speso per un aumento del bilancio militare Usa, in realtà non lo è affatto. Il Pentagono spenderà quel budget stratosferico come meglio riterrà, ovvero per gli interessi della lobby militare-industriale, esattamente quello contro cui si sono espresse vaste fasce di elettorato che hanno portato Donald Trump alla Presidenza.

Quella valanga di denaro, concentrata sugli Esercizi 2018 e 2019, non serviranno al motto America first, al contrario sarà destinata a perseguire gli interessi dell’imperialismo Usa nel mondo, e attraverso essi all’arricchimento dei centri di potere di Washington, come sempre e più di sempre.

Alle richieste della classe media impoverita e impaurita rimarranno briciole e l’Amministrazione Trump, dopo aver tanto caldeggiato quell’aumento, non potrà finanziare nessuno dei suoi programmi per “proteggere” la Nazione.

È vero che una parte dell’incremento del bilancio militare Usa andrà al potenziamento degli armamenti nucleari, delle difese cibernetiche e a finanziare la ricerca, ma secondo un’agenda dettata dal Pentagono a suo uso e consumo, e inoltre i militari avranno ampi margini finanziari per perseguire le proprie politiche di sempre: contrapporsi a Russia e Cina. A prescindere da qualsiasi disegno politico.

Attizzando le tensioni, la lobby militare-industriale centra i propri obiettivi: giustifica il proprio potere e gli enormi stanziamenti che manovra, protegge (e impone) gli interessi dell’imperialismo Usa nel mondo. Il tutto alle spalle di un’Amministrazione dilettantesca quanto nei fatti ininfluente.

di Salvo Ardizzone

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