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Berretti Verdi Usa uccisi in Niger

Salvo Ardizzone on 7 ottobre 2017 - 05:01 in Africa, Primo Piano

Tre operatori dei Berretti Verdi sono stati uccisi in Niger mercoledì e due altri feriti, a tendere loro un agguato sarebbe stata al-Qaeda nel Maghreb Islamico. In una dichiarazione rilasciata da Africom, il Comando Usa responsabile per l’Africa, i Berretti Verdi erano di pattuglia insieme a militari nigerini a nord della capitale Niamey, vicino al confine con il Mali, quando sono finiti sotto il fuoco; nello scontro sono morti anche 5 soldati dell’Esercito nigerino.

Il presidente Usa Donald Trump è stato informato mentre i trovava in volo sull’Air Force One da Las Vegas a Washington.

Secondo quanto dichiarato da Africom, le forze Usa si trovano in Niger per fornire assistenza e formare le forze armate locali. Nella realtà, gli Usa stanno rafforzando la presenza militare nel Sahel, e soprattutto in Niger, dove stanno costruendo una base per i droni alla periferia della città di Agadez.

I Berretti Verdi vittime dello scontro facevano parte del crescente contingente di Special Forces e specialisti che il Pentagono sta schierando nell’area; il Niger, un Paese ricco di uranio e praticamente fallito, è per gli Usa il principale centro regionale da cui lanciare operazioni, e Agadez è l’avamposto da cui partono le missioni di spionaggio, sorveglianza e ricognizione in tutta l’area.

Gli Stati Uniti stanno ampliando il proprio dispositivo militare nell’intera l’Africa allo scopo di contrastare l’influenza della Cina e di altri Paesi emergenti, che stanno mettendo le mani sulle risorse strategiche del Continente e sulle rotte commerciali che l’attraversano.

Dopo l’11 settembre, Washington, ha usato l’eterna scusa della lotta al terrorismo per espandere esponenzialmente la sua presenza militare in Africa, e i Berretti Verdi uccisi da al-Qaeda, o più probabilmente dalle bande di gangster-terroristi che dominano ormai nel Sahel, altro non erano che lo strumento per mantenere il controllo sulle risorse africane, contendendole attraverso lo strumento militare ai concorrenti (Cina in testa).

di Salvo Ardizzone

 

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