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I battle group Nato schierati sui confini russi

Salvo Ardizzone on 13 aprile 2017 - 04:16 in Europa, Primo Piano

Lo schieramento dei 4 battle group Nato della Efp (Enhanced Forward Presence) sui confini russi è in fase di ultimazione. Il primo battle group, a guida tedesca, è stato attivato il 7 gennaio a Rukla, in Lituania; oggi, 13 aprile, viene attivato il battle group a guida americana, basato a Orzysz, in Polonia; fra una settimana, il 20, toccherà a quello a guida britannica basato a Tapa, in Estonia; ultimo battle group Nato a divenire operativo, a fine giugno, sarà a quello a guida canadese basato ad Adazi, in Lettonia. In quest’ultimo è previsto l’inserimento di una compagnia italiana, con circa 150 elementi. L’intero dispositivo sarà pienamente operativo entro luglio.

i battle group nato schierati sui confini russi

Per chi non lo ricordasse, la decisione di costituire i battle group Nato (gruppi di combattimento a livello di battaglione, costituiti da fanteria meccanizzata e rinforzati da mezzi corazzati ed altri reparti d’appoggio) e dispiegarli in Polonia e Paesi Baltici, facendo rotare il personale ogni sei mesi (ipocrita bizantinismo per non dire che in quei Paesi si stanziano truppe in pianta stabile, cosa proibita dagli accordi con Mosca, già ampiamente fatti a pezzi dalla Nato), fu presa al vertice di Varsavia del luglio del 2016, nell’ambito di una serie di misure di contrapposizione con la Russia fortemente sollecitate dai Paesi dell’Est e caldeggiate da Usa e Inghilterra.

Se fosse ritenuto necessario dai comandi Nato, il dispositivo verrebbe rinforzato dalla Vjtf (Very higt readiness Joint Task Forces), una brigata meccanizzata più reparti d’appoggio, parzialmente operativa in 48 ore e interamente “ready combat” in 5 giorni grazie al preposizionamento dei materiali. Ma nella selva di sigle con cui la Nato battezza i suoi progetti, c’è anche la Iffg (Initial Follow on Forces Group) capace di schierare sul campo 26mila uomini in 45 giorni, che è parte della Enrf (Enhanced Nato Responce Forces) che conta 40mila effettivi.

Sono tutte iniziative pensate e poste in atto per creare ad arte una contrapposizione con la Russia, per innalzare la tensione, per incoraggiare l’irresponsabile revanscismo di polacchi e baltici, per spingere un Continente contro Mosca, per distruggere ogni possibilità di naturale collaborazione.

I battle group Nato sono là per questo, per provocare, per indicare un nemico che non c’è, per marcare confini che di proprio sarebbero aperti a commercio e turismo, ma che si cerca in tutti i modi di chiudere fra fili spinati e tensioni. Nulla di nuovo per questa Europa succube di Washington, incapace d’avere una politica propria anche quando seguire lo Zio Sam costa, e tanto.

di Salvo Ardizzone

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