Chiesa cattolica sotto accusa per abusi sui minori

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Dopo anni di indagini e udienze è venuta alla luce la vastità degli abusi sessuali sui minori all’interno della Chiesa Cattolica in Australia. Tra il 1950 e il 2015, il 7 per cento dei sacerdoti australiani sono stati accusati di avere abusato di bambini, secondo la Commissione Reale che lunedì scorso ha dato una risposta ufficiale relativa agli abusi sessuali su minori. In alcuni ordini religiosi, oltre il 40 per cento del personale religioso è stato accusato di abusi sessuali.

Lunedì scorso la Commissione Reale ha diffuso i dati basati su quattro anni di udienze, rivelando che presumibilmente un religioso su 14 operanti in Australia ha abusato di minori tra il 1950 e il 2015. Da parte sua la Chiesa Cattolica ha esaminato 10 istituti religiosi e 75 autorità ecclesiastiche per verificare i dati di abuso a carico di sacerdoti, fratelli e sorelle non ordinati e altro personale della Chiesa impiegato tra il 1950 e il 2009.

La Scala degli abusiabusi

Secondo i dati forniti alcune diocesi hanno visto un’incidenza maggiore di abusi, come la diocesi di Sale nello Stato di Victoria (il 15,1%), in Australia meridionale. Tra gli istituti religiosi australiani la palma dell’ignominia è tenuta da uno dei  più antichi monasteri d’Australia, La Comunità Benedettina della Nuova Norcia, con il 21,5% del personale religioso accusato di abusi sessuali, seguito dai Salesiani di Don Bosco, dai Padri Maristi e dalle Pallottine.

La percentuale peggiore di abusi si è riscontrata tra i Fratelli di San Giovanni di Dio, il 40% dei religiosi hanno ricevuto accuse accuse di abuso tra il 1950 e il 2010. Statistiche allarmanti sono state riscontrate tra i fratelli non ordinati sparsi in tutta l’Australia, che spesso gestiscono scuole ed abitazioni per i più vulnerabili, i bambini. Nel complesso sono stati individuati 1880 presunti autori, 597 dei quali erano fratelli non ordinati, 572 erano sacerdoti, 543 erano laici, 96 religiose non ordinate. L’Ordine ha istituito scuole per i ragazzi con difficoltà di apprendimento negli Stati australiani del New South Wales e Victoria, così come in Nuova Zelanda.

La commissione ha parlato con migliaia di sopravvissuti e sentito affermazioni di abusi sui minori che coinvolgono chiese, orfanotrofi, club sportivi, gruppi giovanili e scuole. Tra il gennaio 1980 e il febbraio 2015, ci sono state 4.444 vittime di presunti abusi sessuali, segnalati alle autorità ecclesiastiche. L’età media delle vittime è stata di 10 anni per le bambine e di 11 anni per i bambini. La maggior parte delle vittime segnalate era di sesso maschile. Quasi 1.900 responsabili sono stati identificati e altri 500 sono rimasti non identificati.

Segretezza e scandalo

Alla divulgazione dei dati, Gail Furness, l’avvocato che conduce l’interrogatorio nella commissione, ha rivelato che la Chiesa aveva rifiutato di fornire i documenti di casi di abusi nei confronti di sacerdoti australiani. “La commissione Reale sperava di acquisire una comprensione delle azioni intraprese in ogni caso”, ha dichiarato Furness. “La Santa Sede ha risposto, il 1° luglio 2014, che non è stato possibile né opportuno fornire le informazioni richieste”.

L’avvocato Furness ha aggiunto che i racconti delle vittime sono stati strazianti, “Racconti tristemente familiari”, ha aggiunto: “I bambini che hanno parlato, sono stati ignorati o peggio puniti. Le loro accuse non sono state indagate”. I sacerdoti accusati di abusi sono stati spostati ad altre comunità che “non sapevano nulla del loro passato. I documenti non sono stati conservati o sono stati distrutti. La segretezza ha prevalso così come la copertura”, ha riferito Furness.

Dati scioccanti tragici ed indifendibili

Le conclusioni della Commissione forniscono l’ennesima testimonianza di una epidemia globale di abusi sessuali e di copertura all’interno della chiesa. Studi precedenti hanno documentato gli abusi diffusi negli Stati Uniti, Irlanda, Brasile, Olanda e Germania, tra gli altri Paesi.
Il Vaticano ha istituito una commissione per indagare sulle denunce di abusi sessuali nel 2013, mentre nel 2015 Papa Francesco ha creato un tribunale per giudicare i vescovi della chiesa che non sono riusciti a proteggere i bambini dai preti “predatori”.

Se Francis Sullivan, il direttore esecutivo del “Consiglio di Verità, Giustizia e guarigione”, organismo istituito dalla Chiesa Cattolica come risposta alle accuse di abusi sui minori, in lacrime all’udienza di lunedì scorso ha definito i dati della Commissione “scioccanti, tragici ed indifendibili”, ha anche aggiunto che i capi della Chiesa si sono impegnati a riparare i torti subiti.

Nel corso delle prossime tre settimane, l’udienza ascolterà la testimonianza di sei arcivescovi. In una lettera ai fedeli di tutto il Paese, il presidente della Conferenza Episcopale Australiana, Arcivescovo Denis Hart, ha avvertito che l’udienza “può essere un momento difficile e anche doloroso”.

di Cristina Amoroso

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