Il nuovo attacco di Trump ai Nativi americani

Visualizzazioni : 130

Il presidente Trump ha annunciato lunedì che ridurrà drasticamente (circa il 90 per cento) l’estensione del Bears Ears National Monument, un’area protetta dello Utah, con un atto amministrativo che ha scatenato una forte reazione da parte di cinque tribù di Nativi americani, dai Navajo agli Hopi, residenti nella zona, e apre uno scontro giudiziario che avrà un enorme impatto sulla gestione futura delle aree soggette a tutela ambientale. Un percorso perverso messo in moto fin dall’insediamento alla presidenza che prevede la riduzione di 27 aree protette.

“La Nazione Navajo ha fatto ripetute richieste di incontrare il Presidente Trump su questo tema”, ha dichiarato il presidente Russell Begaye della Nazione Navajo in un’intervista, aggiungendo che “il Monumento è di importanza rilevante, non solo per la Navajo Nation, ma per molte tribù nella regione. La decisione di ridurre le dimensioni del monumento è stata presa senza consultazioni con le tribù. La Nazione Navajo difenderà Bears Ears.,“la riduzione delle dimensioni del monumento non ci lascia altra scelta che contestare questa decisione”.

Trenta tribù di Nativi americani con legami ancestrali, storici e contemporanei con la regione hanno espresso il loro sostegno per proteggere questo paesaggio culturale vivente attraverso la proposta di conservazione e tutela ambientale dell’area protetta, creata da Barack Obama pochi giorni prima di lasciare la Casa Bianca: pratica sollecitata per cinque anni dalle tribù indiane e sbrigata solo all’ultimo momento.

Intervenendo qui, Trump sta probabilmente solo tastando il terreno: sicuramente le tribù indigene, secondo le quali in questa zona ci sono almeno mille siti archeologici e le tombe di molti combattenti indiani che si erano nascosti tra queste rocce durante le battaglie con l’esercito federale, ricorreranno nei tribunali contro queste decisioni. Lo hanno già fatto in North Dakota opponendosi al passaggio di un gasdotto attraverso territori che considerano sacri e hanno perso. Se tribù e ambientalisti verranno sconfitti di nuovo, Trump avrà mano libera per interventi ben più vasti, a partire dalla ricerca di petrolio e l’apertura di miniere in aree oggi protette.

Ancora una volta la forza del messaggio dei Nativi americani e dei loro alleati sta nel fatto che essi stanno lottando e difendendo anche gli altri popoli, non solo tutti gli americani di qualsiasi etnia, ma anche il popolo degli animali e delle piante che vivono grazie al Missouri per il North Dakota, alla tutela dell’area protetta per lo Utah. Ed è proprio la dimensione spirituale, quella che considera l’ambiente non un freddo concetto scientifico o un terreno da sfruttare ma la Terra e le acque come qualcosa di sacro, il luogo in cui vivono gli Spiriti invisibili degli Antenati e delle Forze misteriose, a dare alle loro parole una forza speciale.

di Cristina Amoroso

lascia un commento

IlFaroSulMondo.it usa i cookies, anche di terze parti. Ti invitiamo a dare il consenso così da proseguire al meglio con una navigazione ottimizzata. maggiori informazioni

Le attuali impostazioni permettono l'utilizzo dei cookies al fine di fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Se continui ad utilizzare questo sito web senza cambiare le tue impostazioni dei cookies o cliccando "OK, accetto" nel banner in basso ne acconsenterai l'utilizzo.

Chiudi