Ambiente: nuova fase nello sviluppo sostenibile di gestione risorse

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Oltre 350 esperti provenienti da 80 Paesi hanno partecipato alla settimana di gestione delle risorse organizzata dall’Unece (Commissione economica per l’Europa) tenutasi a Ginevra dal 23 al 27 aprile scorsi. Durante la serie di incontri sono stati definitivamente fissati gli standard per il raggiungimento dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile ed i relativi obiettivi che, secondo il programma, sono diciassette. Sicuramente produzione e fornitura efficienti di energia e risorse di materie prime sono fondamentali per il conseguimento di un risultato congruo alle aspettative di programma e al pieno soddisfacimento degli obiettivi che risultano essere in stretta correlazione tra loro.

sviluppo sostenibileParere concorde degli esperti durante gli incontri è stato quello di non considerare i diciassette obiettivi come silos separati. Ognuno degli Sdg (Sustainable Development Goals) condiziona gli altri. Per fare un semplice esempio: l’Sdg 1 (No Povertà) può essere realizzato solo si ha più energia (Sdg 7), più risorse disponibili per le industrie in crescita (Sdg 8) e innovazione e infrastrutture per supportare tale cambiamento (Sdg 9).

C’è da dire che, mentre le prestazioni della produzione di energia e materie prime sono notevolmente migliorate negli ultimi decenni, sicuramente c’è molto da lavorare sulla sostenibilità, requisito essenziale nello sfruttamento, produzione e gestione di risorse tuttora di vitale importanza come gas, carbone o petrolio.

Dunque le delibere degli esperti durante la settimana di incontri sono state nel senso di un rafforzamento dell’Uncf (Classificazione delle risorse delle Nazioni Unite) la creazione di uno standard globale per una gestione totale delle risorse.

Questo consentirebbe, in primo luogo, alle nazioni e alle aziende che per prime hanno riconosciuto questo cambiamento di prospettiva, di attenersi a delle procedure ben precise ed universalmente riconosciute, nonché di investire in tal senso. In secondo luogo, la creazione di uno standard universale di sostenibilità, andrebbe ad abbracciare la totalità delle risorse sfruttabili del pianeta, pur con le dovute differenze a settoriale, regionale e nazionale nell’attuazione di esso.

Dunque molte questioni tecniche sul tavolo degli incontri, ma una generale ventata di fiducia verso l’apertura di una nuova era di consapevolezza e buon senso nello sfruttamento sostenibile delle risorse, che tiene conto in maniera quasi inedita di questioni relative alla sicurezza alimentare, energetica e delle acque, nonché dei rendimenti derivanti dalla rete sociale nelle vicende strettamente correlate agli studi affrontati nella settimana di Ginevra.

 di Massimo Caruso

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