/ Cronaca / Amazon, la Commissione europea prepara la stangata

Amazon, la Commissione europea prepara la stangata

Salvo Ardizzone on 7 ottobre 2017 - 04:59 in Cronaca, Primo Piano

Per Amazon, colosso dell’E-commerce, si sta preparando una pesante stangata; la Commissione europea si è riunita il 4 di ottobre per decidere quanto far pagare alla multinazionale accusata di eludere il fisco.

Si calcola che le tasse dovute da Amazon sono da calcolare nell’arco di dieci anni; a capo del procedimento vi è Margrethe Vestager, che lo scorso anno presentò un conto salatissimo alla Apple, altra multinazionale che ha goduto dei privilegi dei paradisi fiscali; Vestager è passata alla storia per aver chiesto al colosso di Cupertino la bellezza di 13 miliardi di euro, somma che a Dublino devono ancora raccogliere.

Stando alle prime indiscrezioni, per Amazon la richiesta dovrebbe essere sull’ordine delle centinaia di milioni, forse 250; a doverli richiedere è il Granducato del Lussemburgo. Sembra un paradosso ma è proprio così: Nazioni come l’Irlanda, il Lussemburgo e l’Olanda, concedono a colossi come Amazon, Google, Apple e case automobilistiche, tassazioni molto basse, incrementando il numero delle aziende che decidono di investire nei loro territori, dando forza lavoro alle multinazionali e consentendo loro di eludere il fisco.

Come per Apple prima e Amazon adesso, accade allora che l’Europa processi questi colossi e li costringa a dare il dovuto a quelle Nazioni che invece hanno fatto di tutto per agevolarli. L’antistrust europeo indaga su Amazon dal 2014, ma tra le multinazionali sotto accusa vi sono anche Starbucks in Olanda e Mc Donald’s Europe. Alla base dei controlli vi sono i “tax rulling”, accordi tra aziende e amministrazioni fiscali che nulla hanno di illegale, ma lo divengono, eccome, nel momento in cui vi è un vantaggio competitivo a danno dei diretti concorrenti sul mercato.

A giudicare queste azioni non conformi alle regole Ue fu Joaquin Almunia, fu lui a definire illegale lo schema utilizzato dal Lussemburgo per favorire Amazon, un trattamento che consentiva al colosso del commercio on line di pagare meno tasse grazie a varie agevolazioni; accuse che all’epoca vennero rigettate ma ebbero come effetto quello di far iniziare a pagare le tasse ad Amazon.

Eppure far pagare le tasse e far sì che sia lo Stato a chiederlo non è così semplice come appare, come accadde in Irlanda nel 2016; allora il Governo di Dublino rispose stizzito che quella della Commissione europea era un “indebita interferenza”. Ad oggi, il governo irlandese non ha ancora recuperato la somma richiesta e a minacciare ritorsioni, visto l’appoggio del Governo, è anche Apple. Stessa storia per il Lussemburgo quando gli fu richiesto di recuperare 30 milioni di euro dalla Fiat; il Governo stizzito fece ricorso alla Corte Europea.

Tuttavia, malgrado le resistenze anche in Italia si muove qualcosa: il nucleo della Polizia Tributaria della Guardia di Finanza ha accertato un’evasione di 120 ml di € da parte di Amazon; la procura di Milano ha aperto un’inchiesta che è ancora in corso.

In questo intrigo di connivenze tra paradisi fiscali e multinazionali è difficile districarsi; numerose sono le aziende che come Amazon scelgono certi Stati come sedi, sfruttando le falle della legislazione europea e le basse tassazioni che riescono a strappare grazie al proprio potere contrattuale. Mettere ordine in questo caos enorme è un’impresa sempre più difficile per la Commissione, e per la Vestager che si è intestata la battaglia.

di Sebastiano Lo Monaco

0 POST COMMENT

Send Us A Message Here

IlFaroSulMondo.it usa i cookies, anche di terze parti. Ti invitiamo a dare il consenso così da proseguire al meglio con una navigazione ottimizzata. maggiori informazioni

Le attuali impostazioni permettono l'utilizzo dei cookies al fine di fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Se continui ad utilizzare questo sito web senza cambiare le tue impostazioni dei cookies o cliccando "OK, accetto" nel banner in basso ne acconsenterai l'utilizzo.

Chiudi