/ Cronaca / Alternanza scuola lavoro, la solita truffa all’italiana

Alternanza scuola lavoro, la solita truffa all’italiana

Salvo Ardizzone on 12 ottobre 2017 - 05:09 in Cronaca, Primo Piano

L’alternanza scuola lavoro, proposta dalla ministra Fedeli come una straordinaria novità, ha dimostrato tutte le sue pecche; se è vero che nel resto d’Europa essa è una prassi consolidata, in Italia è diventata una truffa ai danni di chi ne avrebbe dovuto beneficiare, gli studenti.

Da un monitoraggio effettuato in nove regioni, l’alternanza scuola lavoro è stata bocciata dai ragazzi: oltre la metà degli intervistati ha dichiarato di aver partecipato a percorsi che nulla avevano a che vedere col proprio corso di studio. A fare da contraltare alle dichiarazioni di chi ha partecipato all’iniziativa, vi sono le dichiarazioni del sottosegretario all’istruzione che afferma: “sono uno strumento utilissimo.” Utilissimo senza dubbio, ma certamente non per gli studenti.

Dalle dichiarazioni dei partecipanti al progetto si è appreso che molti sono stati costretti a pagarsi le trasferte di tasca propria, come se si andasse a vedere un concerto invece che adempiere a un obbligo di dubbia per non dire nulla utilità. Moltissimi i casi in cui gli studenti si sono trovati a svolgere attività estranee a qualsiasi attività didattica, emblematica la foto della studentessa di un liceo fotografata mentre con guanti e spugna puliva un water.

Tornando ai freddi numeri dell’alternanza scuola lavoro, il 57% degli studenti ha dichiarato che l’attività svolta è totalmente avulsa dal proprio piano di studi; uno su quattro ha affermato di essere stato sfruttato con tutto il seguito di diritti negati, assenza del tutor e difficoltà nello studio (quello per cui si era iscritto a scuola) per via dei ritmi imposti dalla cervellotica attività.

A stonare, visto lo scenario descritto, sono le affermazioni di Gabriele Toccafondi, sottosegretario all’Istruzione: totalmente scollegato dal mondo reale descritto dagli studenti, ha affermato che l’idea dell’alternanza scuola lavoro è ottima, ma che ci vuole tempo per sistemare la situazione frutto di 50 anni di immobilismo; a dar man forte al sottosegretario entra in campo anche il Ministro Fedeli.

La riforma della Buona Scuola ha introdotto l’alternanza scuola lavoro già dalle terze classi dello scorso anno e l’ha estesa quest’anno alle quarte: vi è l’obbligo di 200 ore di attività in azienda (musei, enti no profit, associazioni professionali, camere di commercio ed altri enti) se liceali e 400 per gli studenti iscritti nei percorsi tecnici e professionali da completare nell’arco dell’ultimo triennio di studi; in pratica 67 ore all’anno per i licei e 133 ore per i professionali, ma è qui che c’è l’inghippo.

Se l’alternanza scuola lavoro appare come una logica conseguenza per gli studi professionali, trovare attività da far svolgere agli studenti dei licei appare impresa ardua; a peggiorare la situazione vi è anche l’atteggiamento delle aziende che, stando alle dichiarazioni dei ragazzi, hanno richiesto che fossero quest’ultimi a pagarsi le spese per frequentare le ore di alternanza.

La scriteriata riforma ha mostrato tutte le sue lacune soprattutto in regioni come la Sardegna o il Molise dove, per mancanza di un tessuto aziendale sul territorio, molte scuole hanno dovuto far spostare i propri allievi in altre regioni, il tutto a spese delle famiglie degli studenti con somme che si sono aggirate fra i 300 e 400 euro, e per partecipare ad attività che, nell’87% dei casi, sono state scelte senza avere l’avallo degli interessati. A non dire che diverse aziende hanno preferito mandare a casa gli operai, usufruendo della mano d’opera gratuita dei ragazzi; ecco la vera convenienza dell’alternanza scuola lavoro.

Insomma, la classica riforma all’italiana, pessima per tanti e ottima per qualcuno, ovvero per l’azienda che vende panini e hamburger, nella quale gli studenti hanno preso le ordinazioni o per quella multinazionale di abbigliamento per la quale i ragazzi hanno abbandonato lo studio e fornito mano d’opera a costo zero. Il tutto con la benedizione di un Ministro fuori dalla realtà e indegno del ruolo che occupa.

di Sebastiano Lo Monaco

0 POST COMMENT

Send Us A Message Here

IlFaroSulMondo.it usa i cookies, anche di terze parti. Ti invitiamo a dare il consenso così da proseguire al meglio con una navigazione ottimizzata. maggiori informazioni

Le attuali impostazioni permettono l'utilizzo dei cookies al fine di fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Se continui ad utilizzare questo sito web senza cambiare le tue impostazioni dei cookies o cliccando "OK, accetto" nel banner in basso ne acconsenterai l'utilizzo.

Chiudi