Algerini celebrano la festa dell’indipendenza tra tensioni

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Migliaia di algerini sono scesi in piazza questa mattina per chiedere una nuova leadership democratica e celebrare la festa dell’indipendenza, combattuta dal loro Paese contro la Francia coloniale.

Algeria-festa-indipendenzaTra elevate misure di sicurezza, migliaia di algerini che indossavano bandiere algerine si sono riversati nella capitale Algeri per l’ormai tradizionale protesta del venerdì e per celebrare la festa nazionale che segna l’indipendenza dell’Algeria dalla Francia avvenuta nel 1962. È la 20^ settimana di manifestazioni di protesta che hanno contribuito lo scorso aprile a cacciare il vecchio presidente Abdelaziz Bouteflika.

I manifestanti hanno anche sfogato la loro indignazione per gli arresti della scorsa settimana di diversi attivisti che brandivano emblemi berberi e di Lakhdar Bouregaa, un veterano della guerra di indipendenza algerina. Le autorità hanno accusato gli attivisti di minacciare l’unità dell’Algeria celebrando l’identità berbera.

Alla marcia di venerdì, le autorità hanno schierato un insolitamente numeroso numero di poliziotti, che hanno confiscato le bandiere berbere dei manifestanti che entravano in città. La polizia ha circondato la piazza presso l’ufficio postale centrale che è stato il centro della rivolta.

Francia ammette torture nella Guerra d’Algeria

Il presidente francese, Emmanuel Macron ha riconosciuto, per la prima volta dopo 60 anni, che la Francia si è ampiamente servita della tortura nel corso della Guerra di Liberazione dell’Algeria.

Si tratta di una delle pagine più tragiche della colonizzazione francese in Africa: dal 1° novembre 1954 il Fln, Front de Libération Nationale, ha combattuto la lotta per l’indipendenza del proprio Paese, ma la Francia considerava l’Algeria – invasa nel 1830 – non una semplice colonia ma una propria inscindibile provincia, e si è opposta duramente. L’allora Ministro dell’Interno, François Mitterand, dichiarò che: “La ribellione algerina poteva trovare solo un’unica soluzione, la guerra”; mentre il Primo Ministro Pierre Mendès-France sostenne che: “I dipartimenti algerini sono parte della Repubblica Francese; tra loro e la Francia metropolitana non è concepibile alcuna secessione”, e respinse qualsiasi compromesso, volendo difendere “l’unità e integrità della Repubblica”.

di Giovanni Sorbello

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