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Al-Nujaba: non esiteremo un secondo a combattere in Yemen

Redazione on 10 gennaio 2019 - 06:04 in Medio Oriente, Primo Piano

Intervistato dal canale televisivo satellitare iracheno “al-Nujaba”, lo sceicco Akram al-Kaabi, leader del movimento Harakat Hezbollah al-Nujaba (la più importante milizia delle Forze di mobilitazione popolare irachene), ha applaudito il coraggio del popolo yemenita ed ha dichiarato: “Se avessimo l’opportunità di andare nello Yemen, non esiteremmo un solo secondo, aggiungendo che i pettegolezzi riguardanti “il leader del movimento di Sadr che disapprova il coinvolgimento dei combattenti iracheni in Siria” sono infondati.

al-NujabaIl segretario generale di al-Nujaba, Hujjat al-Islam Akram al-Kaabi, attraverso il canale televisivo satellitare di “al-Nujaba”, si è congratulato con i cristiani per l’inizio del nuovo anno e la nascita del profeta dell’umanità e della gentilezza, Gesù Cristo, la pace sia su di lui.

Il segretario generale di al-Nujaba ha dichiarato: “Questo messaggero di Dio ha fondato i principi di gentilezza e protetto gli oppressi del mondo; visse tra loro e condivise i loro dolori; comunque, quelli che affermano di essere i seguaci del suo percorso e della sua religione, calpestano i diritti dei poveri”.

In questo discorso televisivo, ha esaminato lo sviluppo dell’Idea della Resistenza in Iraq affermando: “Studiosi, giurati e preti hanno aperto la strada alla rivoluzione del 1920 e hanno preso le armi, e il popolo iracheno li ha anche sostenuti nella lotta contro la Gran Bretagna. Nell’era contemporanea, il martire Muhammad Sadr ha fondato la nuova ideologia della Resistenza in Iraq, era una figura religiosa con cui ho avuto qualche associazione, sono stato influenzato da lui e ho imparato tanto da lui”.

Durante questo programma televisivo, per la prima volta, il segretario generale di al-Nujaba ha indicato l’inizio del suo coinvolgimento nella battaglia contro gli occupanti americani dichiarando: “Purtroppo in alcune aree dell’Iraq, alcune persone hanno accolto con favore l’occupante americano; ma subito dopo il crollo del regime di Saddam, abbiamo iniziato a raccogliere armi per attaccare le forze di occupazione. Siamo riusciti a privarli della sicurezza della libera circolazione in tutto l’Iraq, e di conseguenza non erano più in pace nemmeno nella “Green Zone” di Baghdad.

Indicando i gravi scontri tra i combattenti della Resistenza irachena e le forze americane a Najaf e Sadr Town di Baghdad, ha sottolineato: “Il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica dell’Iran e gli Hezbollah libanesi ci hanno fornito i loro illimitati appoggi e campi di esperienza. Applaudendo alle vittorie ottenute dagli Hezbollah nella regione.

Al-Nujaba in Siria

Per quanto riguarda il coinvolgimento di al-Nujaba nella guerra in Siria, il leader della Resistenza irachena ha dichiarato: “Siamo presenti in Siria o in ogni parte del mondo per difendere i musulmani. Dato che abbiamo giocato parti nella liberazione di Aleppo e in alcune altre aree occupate, resteremo in questo Paese se sarà necessario. Ha sottolineato l’approvazione da parte di “Sayyed Muqtada Sadr” della presenza di al-Nujaba in Siria e poi ha sottolineato: “Ho parlato con lui, Sayyed Muqtada Sadr ha descritto la nostra presenza in Siria come ‘Obbligo collettivo’ ed ha promesso di affrontare i nostri bisogni”.

In un’altra parte dell’intervista, lo sceicco Akram al-Kaabi ha sottolineato lo scontro con i sionisti in Siria dichiarando: “Quando eravamo impegnati a rompere l’assedio di Al-Fu’ah e Kafriya, il regime sionista ha trovato il nostro arsenale e ci ha attaccato, e così abbiamo formato la Brigata per la Liberazione del Golan e inviato al nemico israeliano un chiaro messaggio che eravamo lì per combattere il loro progetto criminale e che li avremmo combattuti direttamente”.

Al-Nujaba: non esiteremo un secondo a combattere in Yemen

Per quanto riguarda lo Yemen, il segretario generale della Resistenza islamica al-Nujaba ha sottolineato: “Se nascesse l’opportunità di andare nello Yemen, non esiteremmo nemmeno un secondo. Tuttavia, ci sono valorosi combattenti in quel Paese che difendono coraggiosamente la loro terra”.

A proposito di Mohammad Bin Salman, Principe ereditario dell’Arabia Saudita, ha dichiarato: “Bin Salman non è una figura governativa, ma è l’effetto di ciò che vogliono gli americani e i sionisti Ha anche descritto Adel al-Jubeir, l’ex ministro degli Affari Esteri dell’Arabia Saudita, come un elemento dei servizi di intelligence degli Stati Uniti.

Il comandante delle Forze di mobilitazione popolare irachene ha sottolineato l’audacia di Trump per aver chiesto i danni all’Iraq, e poi si è rivolto al presidente degli Stati Uniti: “Stiamo aspettando di insegnarti qualche nuova lezione di resistenza. Siamo pronti per essere martirizzati ovunque in Iraq e non temiamo le minacce degli Stati Uniti. Diciamo a Trump che Haj Qasim Suleimani, comandante Forza Quds iraniana, ha fornito grossi aiuti all’Iraq nel tempo in cui tutti gli altri ci hanno lasciati soli”.

Al-Kaabi ha poi ha aggiunto: “Il popolo americano dovrebbe sapere che il potere economico del loro governo è il risultato della violazione della libertà delle altre nazioni e del saccheggio della ricchezza di quelle nazioni”.

di Giovanni Sorbello

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