Afghanistan: un Paese devastato, diviso e pieno di droga… da esportare

Marines a difesa dei campi di oppio
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Marines a difesa dei campi di oppio

di Giovanni Sorbello

Si avvicina il ritiro dell’esercito americano dall’Afghanistan, dopo una missione durata oltre 13 anni e che si lascia dietro una scia impressionante di sangue e un Paese sull’orlo della catastrofe.

Tra i tanti risultati altamente negativi di questa missione, troviamo sicuramente la produzione di oppio che ha raggiunto livelli allarmanti.

Nel Paese ci sono oggi circa 1,3 milioni consumatori di eroina. Si tratta di un aumento pari a dieci volte rispetto al 2005, quando erano circa 130mila le persone che facevano uso di questa droga. L’Afghanistan è responsabile di circa i tre quarti della produzione mondiale di eroina, coltivata maggiormente nelle province di Helmand e Kandahar, nel sud del Paese.

Tuttavia, gli Stati Uniti hanno concentrato la maggior parte degli sforzi ad est dell’Afghanistan, che ha una produzione relativamente piccola di papavero in quanto è una zona meno pericolosa rispetto al sud. I tentativi di limitare la produzione di eroina sono stati vani a causa di un ridimensionamento delle operazioni da parte dell’Isaf (International Security Assistance Force). Nel 2013, le forze della coalizione sono riuscite a sequestrare 41.000 kg di oppio a fronte dei 5,5 milioni di chilogrammi prodotti in Afghanistan. Quindi, nulla.

I laboratori di droga, siti di stoccaggio e le principali reti di trafficanti sono concentrate nelle zone rurali che sono sempre off-limits per le forze afghane. Nel 2013, il Ministero per la lotta contro il narcotraffico afghano ha riferito che solo 7.300 ettari di campi di papavero erano stati distrutti, pari al tre per cento del totale dei campi di oppio nel Paese.

Gli Stati Uniti hanno speso 7,5 miliardi dollari dal 2002 cercando di “combattere” la produzione di oppio. Tuttavia, nonostante queste ingenti somme i risultati sono stati assolutamente negativi, semmai il vero intento fosse quello di combattere realmente la produzione di droga in Afghanistan. Infatti, fa riflettere la dichiarazione rilasciata da Gordon Duff, senior editor presso Veterans Today, durante un’intervista rilasciata a Press Tv: “L’Agenzia di intelligence estera della Gran Bretagna sta progettando di inviare più spie in Afghanistan per gestire l’industria della droga da 100 miliardi di dollari”.

Duff ha fatto queste osservazioni due giorni dopo che il Telegraph ha rivelato in un rapporto che il Secret Intelligence Service (Sis), noto anche come MI6, ha fatto un appello per avere personale supplementare da altre agenzie di intelligence per l’Afghanistan dopo che le truppe britanniche lasceranno il Paese nel 2014.
“Penso che stiano andando in Afghanistan per aiutare a gestire l’affare da 100 miliardi dollari all’anno dell’industria della droga, spostando l’eroina attraverso l’Afghanistan e gestendo l’assetto bancario per l’industria dell’eroina tramite le banche di Londra. Non riesco a pensare ad un altro motivo per cui dovrebbero stare lì”, ha aggiunto Duff.

Quali siano stati i veri obiettivi dell’Occidente in Afghanistan è oramai risaputo; purtroppo ciò che resta di questa assurda guerra sono centinaia di migliaia di vittime innocenti, un Paese totalmente depredato, devastato e diviso. In nome di chi?

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