Acquisto F-35: scontro al Governo tra Lega e M5S

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Si apre un nuovo capitolo nella vicenda dell’acquisto dei caccia F-35 da parte del Governo italiano. Un nuovo step che rischia di aprire nuovi scenari di crisi tra le forze politiche di maggioranza, ovvero Lega e M5S.

f-35Se dall’incontro tra il Presidente del Consiglio Conte e il Ministro della Difesa Trenta è emersa l’esigenza di una ricognizione delle specifiche esigenze dell’Italia in materia di Difesa, secondo il Ministro dell’Interno Salvini “sarebbe un danno per l’economia italiana ogni ipotesi di un rallentamento o ravvedimento”.

Dunque, da parte dei Cinque stelle si tenta di mantenere le distanze dal punto di vista strategico ed ancor più da quello economico, stante la liquidazione agli Usa delle commesse già completate; da parte della Lega invece si pressa per un asservimento sempre più imbarazzante agli interessi degli americani.

Secondo Salvini, il nostro Paese è sempre stato un’eccellenza in tale campo, ma sorge il dubbio, se l’eccellenza cui si riferisce il vice-premier non sia quella di assecondare le esigenze speculative di espansione militare ed economica degli Stati Uniti. Alla Lockheed Martin Corporation sono già stati liquidati la bellezza di 389 milioni di euro, alla faccia della politica anti-spreco più volte sbandierata dal governo del cambiamento.

E proprio da questa riflessione sembra scaturire la nota di Palazzo Chigi sull’esigenza di approntare un serio piano di riconsiderazione del reale fabbisogno dei vari comparti della Difesa. Le resistenze, ovviamente, non sono solo politiche, in quanto lo stesso Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Alberto Rosso, si dice preoccupato per un eventuale calo qualitativo dei nostri sistemi di difesa, ritenendo gli F-35 addirittura una “rivoluzione culturale”.

La cultura da promuovere è dunque quella delle armi sempre più sofisticate ed intelligentemente letali, in un quadro politico e sociale che si avvia verso una progressiva desertificazione dei veri principi culturali che hanno reso l’Italia un Paese modello, in un passato che sembra essere ormai remoto.

Dopo la Tav, la tenuta di un Governo sempre più diviso su obiettivi ed interessi, è appesa alle ali dei caccia a stelle e strisce, in un ricorso storico che, per l’ennesima volta vede gli Usa proporsi come ago della bilancia della nostra politica interna.

di Massimo Caruso

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