Saud, 87 miliardi di dollari per promuovere il terrorismo

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Il Responsabile degli Affari internazionali e della sicurezza iraniano, Gholamhossein Dehghani ha dichiarato che l’Arabia Saudita ha investito 87 miliardi di dollari negli ultimi 50 anni per promuovere il terrorismo.

Il direttore generale per gli Affari politici e internazionali della sicurezza presso il ministero degli Esteri iraniano, Gholamhossein Dehghani, ha fatto queste osservazioni lo scorso mese durante un discorso alla quarantatreesima sessione del Consiglio dei ministri degli Affari Esteri dell’Organizzazione per la cooperazione islamica (Oic), ospitata dalla capitale della Costa D’Avorio, Abidjan.

Dehghani ha affermato che il principale colpevole della diffusione dei movimenti terroristici è l’Arabia Saudita, aggiungendo che “negli ultimi 50 anni il regime saudita ha sponsorizzato direttamente le attività terroristiche con una spesa pari a 87 miliardi di dollari”.

“Tutto ciò accade mentre i principali Paesi del mondo sono riluttanti a pubblicare tali rapporti e prendere una posizione a causa dei loro contratti militari estremamente vantaggiosi con l’Arabia Saudita”, ha aggiunto il funzionario iraniano. Dehghani sostiene che mentre l’Arabia Saudita è il principale sponsor delle ideologie takfiri, è assurdo accusare l’Iran di sponsorizzare il terrorismo; “L’affermazione di Riyad è in totale conflitto con lo spirito e i principi della Carta Oic”.

“Qualsiasi sostegno dell’Oic ai governanti sauditi farà solo aumentare la fiducia in se stessi e avanzare ulteriormente le politiche estremiste, violente, terroristiche e settarie tra i Paesi musulmani”, ha dichiarato Dehghani, avvertendo che questa tendenza potrà minare e indebolire l’unità musulmana. Dehghani ha inoltre sottolineato che la credibilità e l’efficienza dell’Oic sono stati oggetto di gravi danni negli ultimi anni a causa delle misure unilaterali dell’Arabia Saudita.

“La credibilità dell’Oic deve essere ricostruita, per questo tutti gli Stati aderenti devono in primo luogo rispettare i regolamenti che disciplinano le interazioni nelle istituzioni internazionali; in secondo luogo, devono evitare pratiche non democratiche, come l’approvazione di documenti massimi e prendere decisioni senza rispettare le procedure legali e democratiche; e terzo, evitare di ricorrere a metodi illegali per silenziare gli altri”.

di Redazione

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