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Siria: rappresaglia iraniana ai crimini israeliani

Redazione on 10 maggio 2018 - 10:32 in Medio Oriente, Primo Piano

Alla mezzanotte di ieri 9 maggio 2018, diversi siti militari sionisti nel Golan siriano occupato sono stati presi di mira da decine di missili iraniani (tra i 40 e i 50). I missili hanno colpito diversi obiettivi militari sensibili del regime israeliano. L’esercito sionista ha accusato dell’attacco la Forza “al-Qods” del Corpo dei Guardiani della Rivoluzione Islamica presente in Siria.

Siria

Golan – Coloni israeliani nei rifugi

I siti militari israeliani colpiti sono i seguenti: 

  • Main military center for technical, electronic reconnaissance
  • Border brigade headquarters: Photo gathering 9900 unit
  • Main military site for electronic interference
  • Main military site for ears-dropping on wired and wireless networks in the western mountain range
  • Telecommunication centers for communication and transmission systems
  • Observatory for precision weapons unit during ground operations
  • Military helicopters heliport
  • Regional headquarters for the military leadership of Brigade 810
  • Headquarters of the leadership of military brigades in Mount Hermon
  • The winter headquarters of the special ice unit

La forza missilistica sionista ha risposto con missili rivolti verso l’area che circondava Quneitra e altri missili diretti contro la capitale siriana di Damasco, ma sono stati immediatamente intercettati e abbattuti dalle forze di difesa aerea siriane. Il nemico israeliano ha confermato subito dopo che tutti i suoi siti sensibili nel Golan sono stati colpiti dai missili iraniani. Si è anche appreso che la “famosa” Cupola di Ferro nel Golan ha fallito clamorosamente. Il portavoce delle forze di Difesa israeliane, colonnello Jonathan Conricus, ha dichiarato ai giornalisti che sono stati intercettati non oltre il 20% dei missili sparati dalla Siria.

Immediatamente dopo l’inizio degli attacchi missilistici, i coloni nel Golan si sono precipitati nei rifugi per più di un’ora finché la direzione militare alle 02:00 del mattino gli ha comunicato che potevano uscire dai rifugi, ma rimanendo nei pressi fino a nuovo avviso. I coloni hanno anche scoperto che i rifugi non sono pronti per l’uso.

di Redazione

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