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Venezuela soffocato da crisi economica e violenze

Redazione il 13 maggio 2017 - 09:26 in America, Primo Piano

Non si ferma la violenza in Venezuela: un giovane morto e oltre 90 feriti nella capitale Caracas. La gente ha marciato in tutto il Paese mercoledì scorso per protestare contro la crisi economica. Lungo la strada principale di Caracas, i manifestanti hanno lanciato escrementi contro le forze di sicurezza.

VenezuelaL’ondata delle proteste antigovernative che si susseguono da più di un mese ha causato la morte di oltre 40 persone e l’arresto di quasi duemila manifestanti. Saccheggi, la parola “pace” in bocca ai fucili e la rapida crescita di una dinamica di caos, con l’inflazione a tre cifre, la carenza dei farmaci basilari e milioni di persone che soffrono di scarsità di cibo.

Il recente sconvolgimento è stato aggravato da un piano del governo di Maduro di redigere una nuova costituzione. Il Presidente venezuelano afferma che è necessaria una nuova costituzione per “ripristinare la pace” e fermare l’opposizione che intende realizzare un “colpo di Stato”. “L’opposizione esegue il comando degli Stati Uniti per promuovere una guerra civile in Venezuela”, afferma Maduro.

Il presidente della Commissione per l’Assemblea Nazionale Costituente (Anc) del Venezuela, Elias Jaua Milano, denuncia in un’intervista all’agenzia di stampa Rt che l’opposizione venezuelana  rifiuta il dialogo e una risoluzione elettorale del conflitto politico, perché il loro unico interesse è semplicemente quello di “rovesciare” il presidente Nicolás Maduro. Ciò che sta accadendo in Venezuela è “sicuramente un’escalation che deve portare ad un confronto civile”. E’ una dichiarazione dei settori più reazionari del governo degli Stati Uniti ed è in corso di esecuzione da parte dei leader principali dell’opposizione venezuelana”, con l’obiettivo di promuovere “una guerra fratricida”.

Per le autorità venezuelane nelle manifestazioni dell’opposizione oltre a gente armata, ci sono alleanze con bande criminali pericolose che agiscono come un esercito mercenario, promuovono saccheggi di piccole proprietà private, permettono l’azione di cecchini che hanno causato la morte di membri della Guardia Nazionale e di militanti rivoluzionari.   

L’obiettivo degli Stati Uniti, secondo il presidente dell’Anc venezuelana è chiaro: “Punire un popolo che ha deciso di essere veramente indipendente. L’impero, soprattutto in America Latina, non tollera Paesi indipendenti e democrazie autenticamente popolari”. Al contrario, sostiene Jaua Milano, ciò che conta per Washington sono governi di élite in alcuni periodi dietro la facciata delle dittature militari, in altri periodi dietro la facciata di democrazie rappresentative, che siano “assolutamente subordinati ai loro interessi politici e strategici”.

Se Maduro ritiene necessaria una nuova costituzione, l’opposizione afferma tuttavia che ciò darebbe al presidente una scusa per annullare le elezioni regionali previste per l’anno e le elezioni presidenziali che si terranno nel 2018.

E in mezzo a questo scenario, l’annuncio di una Assemblea Costituente senza partiti, senza la trasparente partecipazione della cittadinanza, senza rispetto per la consultazione della gente con un referendum, come vuole la Costituzione, è stato male accolto da quanti considerano l’Assemblea Costituente voluta da Maduro una falsa Assemblea e richiedono un referendum consultivo e l’adesione alla Costituzione del ’99. Inoltre, l’Anc non è necessaria né utile per affrontare i problemi più urgenti e immediati di fronte al popolo. Il cibo di emergenza e la medicina che serve è in contrasto con misure concrete in corso di attuazione da parte del governo, come ad esempio la sospensione dei pagamenti del debito estero per soddisfare le esigenze della gente.

La Task Force della Marea Socialista Nazionale mette in guardia sulla gravità della situazione, sul pericolo di un aumento della repressione che ignora i mandati costituzionali, e fa appello a tutti coloro che rifiutano la spirale della crescente violenza avviata dal potere dello Stato, ad esigere tutti insieme il Consiglio Nazionale Elettorale (Cne) per ripristinare il funzionamento della Costituzione del ’99, assumersi la propria responsabilità storica e attivare le elezioni regionali sospese per i governatori e sindaci e la certezza del completamento delle elezioni presidenziali del prossimo anno, stabilendo un calendario ora per loro. Il tutto con ampie garanzie di partecipazione democratica di tutte le espressioni politiche del Paese. La lotta che propongono è di vasta portata e richiede la costruzione di una politica sociale di unità d’azione basata sulla difesa dei diritti democratici.

Il presidente Chavez conosceva la grande importanza della creazione di una nuova Costituzione molto prima di arrivare al potere. L’approccio di un nuovo ordine costituzionale era un fatto a lungo meditato che rispondeva a una nuova visione nazionale che non era nata dall’improvvisazione per vincere le elezioni nel 1998, né il risultato di un progetto personale.

L’Art.71 della Costituzione della Repubblica Bolivariana del Venezuela è la dimostrazione dell’inclusione di una partecipazione attiva dei cittadini. Introduce una significativa partecipazione ai cambiamenti nella gestione democratica dei governi. La Costituzione venezuelana prevede una serie di meccanismi di partecipazione dei cittadini che hanno dato modo alla realizzazione di un vero Potere Popolare nella pratica.

Riusciranno i venezuelani a difendere la Costituzione del ’99, unico mezzo che hanno per non essere vulnerabili al restauro conservativo o di governi di destra, come è successo per Argentina, Brasile e Paraguay, che in qualità di governi progressisti non hanno optato per Assemblee Costituenti che istituzionalizzassero e consolidassero le riforme avviate e sviluppate.

di Cristina Amoroso

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