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Tillerson: la sicurezza nazionale prevarrà sui diritti umani

Salvo Ardizzone il 8 maggio 2017 - 03:45 in America, Primo Piano

Secondo Rex Tillerson, Segretario di Stato americano, nell’azione degli Usa la sicurezza nazionale avrà priorità sui diritti umani; in base alle frequenti uscite della nuova Amministrazione, queste parole, pronunciate qualche giorno fa nel corso di una riunione con i funzionari del Dipartimento di Stato, non devono suscitare stupore.

Tillerson la sicurezza nazionale prevarrà sui diritti umani

Tillerson ha cercato di rimarcare gli elementi di rottura e innovazione che contraddistinguono l’Amministrazione Trump rispetto a quella di Barack Obama. Stando alle dichiarazioni, gli Stati Uniti non baseranno più le loro relazioni con gli altri  Paesi adottando come criterio i supposti  valori americani, come ad esempio i diritti umani, perché a prevalere sarà ciò che l’Amministrazione riterrà essere l’interesse della sicurezza nazionale.

La nuova dottrina, se di questo si tratta, è stata esposta in un discorso ai dipendenti del Dipartimento di Stato in cui l’ex chief executive della compagnia petrolifera Exxon-Mobil ha distinto tra valori e politiche che guideranno la sua strategia.

Le dichiarazioni di Tillerson parrebbero mettere un po’ di ordine nel marasma che ha contraddistinto i primi 100 giorni della presidenza Trump; l’unico vero valore che ha importanza per Mr. Donald e tutta la sua accolita è il nazionalismo, che è poi il vessillo dietro il quale ha condotto la sua campagna elettorale. America First, in poche parole.

Tutto ciò non fa altro che sciogliere il legaccio dei diritti umani e prendere le distanze dai principi della Carta delle Nazioni Unite. Ad un’attenta analisi, però, si noterebbe come ampia parte della Dichiarazione Universale trova ispirazione dal Bill of Rights e quindi dalla stessa Costituzione americana.

Questo comporta che se non esistono valori ma solo interessi nazionali, allora il pragmatismo regna, tutto è fungibile e negoziabile, qualsiasi posizione di politica estera può essere rinnegata o rovesciata in poche ore, se questo favorisce l’esito positivo per un negoziato.

Eppure niente di nuovo sotto il sole, Tillerson e l’Amministrazione Trump, come tutte le altre precedenti, non fanno altro che seguire e mettere in pratica una politica estera basata sugli interessi nazionali, costi quel che costi, con buona pace di quell’American Dream bugiardo ma tanto sbandierato e sognato da troppi creduloni o interessati epigoni di casa nostra e non solo.

di Sebastiano Lo Monaco

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